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Coronavirus, Facebook punta sull’India per crescere nell’e-commerce

Mark Zuckerberg ha annunciato un investimento da 5,7 miliardi di dollari nell’operatore mobile indiano Jio

Coronavirus, Facebook punta sull’India per crescere nell’e-commerce
Zuckerberg
Un post di Mark Zuckerberg su Facebook ha annunciato un maxi-investimento da 5,7 miliardi di dollari in Jio Platforms, operatore mobile indiano controllato dal miliardario Mukesh Ambani. L’idea è di sviluppare una partnership per dare ai 340 milioni di clienti di Jio la possibilità di usare Watshapp come servizio di e-commerce. In India, prima comunità nazionale per Facebook, ci sono 60 milioni di Pmi nel bel mezzo di una trasformazione digitale che farà decollare l’e-commerce. Non è il primo investimento del social network in India, paese dove Zuckerberg cerca da tempo di avere migliori rapporti col premier Modi, grande amico di Ambani. Sarà la volta buona?

Mentre in Italia si avvicina la sospirata “fase 2” in cui riapriranno una serie di attività finora bloccate, ma molte rimarranno chiuse o fortemente limitate per non far riesplodere l’epidemia di coronavirus (un timore che ha portato persino il premier britannico Borish Johnson a dichiarare che in Gran Bretagna il lockdown potrebbe durare tre mesi), l’e-commerce, che prima dello scoppio della pandemia di coronavirus era visto poter raggiungere i 4.500 miliardi di dollari di giro d’affari annuo entro il 2021, sembra uno dei pochi settori a poter uscire da questa situazione senza danni.

 

Anche per questo Facebook, che da tempo sta sviluppando le sua attività in tale ambito oltre che nell’online marketing (ottenendo un tasso di conversione dei propri annunci pubblicitari particolarmente attraente e pari al 9,2%), ha deciso di annunciare un maxi investimento da 5,7 miliardi di dollari per rilevare il 9,99% di Jio Platforms, operatore telefonico indiano con oltre 340 milioni di clienti lanciato tre anni e mezzo fa dal gruppo Reliance Industries.

 

Reliance (attivo principalmente nella raffinazione petrolifera) fa capo al miliardario Mukesh Ambani che con 49,3 miliardi di dollari è attualmente l’uomo più ricco dell’India, 21esimo uomo più ricco al mondo, secondo Forbes. Il gruppo di Mark Zuckerberg diventa così il secondo azionista di Jio (facendone schizzare a 65,95 miliardi di dollari la valutazione) e in una nota ha già annunciato di voler sviluppare una partnership in particolare collegando i servizi per le piccole imprese di Jio col proprio servizio WhatsApp.

 

L’India, oltre a rappresentare la maggiore comunità nazionale di utenti su Facebook (e di Wathsapp, con oltre 400 milioni di utilizzatori), “ha oltre 60 milioni di piccole imprese e milioni di persone fanno affidamento su di esse per lavorare” ha spiegato Zuckerberg in un post su Facebook. Il paese (al momento relativamente risparmiato dal coronavirus con poco più di 20 mila contagiati, ossia meno di un decimo dei contagiati spagnoli, e solo 645 vittime), è “nel mezzo di un’importante trasformazione digitale e organizzazioni come Jio hanno svolto un ruolo importante nel mettere online centinaia di milioni di indiani e piccole imprese” ha ricordato Mark.

 

Con le comunità di tutto il mondo bloccate, “molti di questi imprenditori hanno bisogno di strumenti digitali su cui fare affidamento per trovare e comunicare con i clienti e far crescere le loro attività”. Questo “è qualcosa su cui possiamo aiutare, ed è per questo che stiamo collaborando con Jio per aiutare le persone e le imprese in India a creare nuove opportunità”. L’idea è in sostanza di sviluppare un servizio che consenta a negozianti e clienti di rimanere connessi tramite Whatsapp e poter acquistare beni e servizi utilizznado gli smartphone, riducendo la necessità di contatti fisici.

 

Un modo ottimo per coniugare il business all’impegno alla lotta al coronavirus che Facebook nelle ultime settimane ha già rafforzato, ad esempio sviluppando una mappa che mostra, contea per contea, come si stanno sviluppando i sintomi ad Covid-19 negli Usa, e aggregando (in forma rispettosa della privacy e dei diritti di tutti, ha subito precisato Zuckerberg) “dati generati ogni giorno da app e dispositivi, a beneficio della salute pubblica”, ad esempio attivando un servizio di segnalazione di “fake news” sull’epidemia.

 

Ho sempre creduto, ha aggiunto Mark, “che aiutare le persone a riunirsi come comunità ci aiuterà ad affrontare le nostre maggiori sfide, non solo condividendo le nostre esperienze e sostenendoci a vicenda nelle crisi, ma anche lavorando insieme su vasta scala per risolvere i problemi”. In questo senso probabilmente anche l’iniziativa con Jio potrà portare un contributo a far ripartire prima e in modo più sicuro l’economia indiana (e non solo, se l’iniziativa dovesse essere replicata con accordi con altri gruppi telefonici nel resto del mondo).

 

Del resto Zuckerberg ha già messo l’India e l’e-commerce nel mirino da tempo. Lo scorso anno Facebook aveva investito 15 milioni di dollari in Meesho (piattaforma indiana di social commerce) e all’inizio dell’anno aveva staccato un assegno di importo analogo a favore della startup Edtech Unacademy. Ultimo ma non trascurabile dettaglio, Mukesh Ambani è uno stretto alleato del premier indiano Narendra Modi, di cui Reliance Industries ha costantemente sostenuto le proposte politiche.

 

Sarà un caso, ma proprio il governo di Naredra Modi ha sottoposto Facebook a più indagini di qualsiasi altro governo indiano precedente. Non sarà che Mark ha pensato bene di dare una mano all’amico del premier, sperando che il favore possa essere ricambiato? Sarebbe un modo di unire l’utile al socialmente meritevole.