Premessa, questo non è un pezzo clinicamente ed economicamente testato, ma solo un fastidio che mi ronza in testa. Il fastidio di un premier, il nostro, che nelle varie comparsate di queste settimane ha alternato pathos, risolutezza, determinazione e incertezze evidenti. Ricordiamo però che la situazione che stiamo vivendo è inedita, e in giro per il mondo non è che altri paesi con altri leader se la passino tanto meglio. È un altro il punto su vorrei però soffermarmi, ovvero al fatto che in uno degli ultimi video predisposti dal fidato Rocco Casalino, Conte ha rivendicato con una certa risolutezza la maggiore aggressività dello Stato contro i trasgressori delle norme antivirus. Girando per le città si poteva constatare che il risultano era già abbastanza consolidato da un un po’, la gente, salvo qualche eccezione, se ne sta a casa; anche i dati del Viminale confermano che i denunciati (quindi non per forza colpevoli) non arrivano al 3% dei controllati.
Possiamo star qui a prendercela con qualche runner o qualcuno che fa due passi, mi sembra però un eccesso questa esasperazione (inutilmente amplificata dai media), quando poi stiamo scoprendo che i punti deboli del contagio li registriamo negli ospedali e nelle case per anziani e quindi l’attenzione andrebbe posta soprattutto su altro. Detto ciò, il nostro premier e l’informazione mainstream sembrano insistere proprio su qualche disperato che ha bisogno di sgranchirsi le gambe, mentre si tace sul resto. Intendiamoci, a me piace questo approccio risoluto del premier, ricordiamoci però che è lo stesso Conte che nel governo giallo-verde faceva finta di non vedere le gesta del suo alleato Salvini, lo stesso che andava in Europa a chiedere, col capo chino, di fare debito per iniziative sciagurate che i suoi azionisti di riferimento di allora gli imponevano. Poi un bel giorno, il suo alleato Salvini sbotta e cambia tutto. A quel punto, Conte gli spara addosso tutto quello che forse pensava già di lui, ma non aveva la forza di dire. Ma torniamo alla sua risolutezza odierna sulla quale c’è qualcosa che mi tormenta.
Ho visto elicotteri sorvolare città, ho saputo di droni alla ricerca di maratoneti abusivi, ho sentito qualcuno proporre pedinamenti via cellulare, ho assistito a dibattiti su cosa significhi la libertà ai tempi del virus, ho visto posti blocco ovunque, polizia a piedi nei centri storici, finanzieri controllare chi entra nei supermercati. No, non ce la faccio ad accettare tutto questo, sapete perché? Perché vorrei tanto vedere spiegamenti, non dico analoghi, ma assimilabili, per far fronte agli oltre 100 miliardi di evasione fiscale all’anno (i cui danni sono assai contagiosi..). Purtroppo siamo certi che tutto questo non avverrà e vi dico perché. Primo, non sappiamo in quale fase troveremo Conte dopo questa pandemia, magari sarà sbottato l’altro Matteo e Conte si sarà alleato con Forza Italia, chi lo sa, quindi chi sarà il suo nuovo nemico?
Secondo, uno Stato che non è in grado di far funzionare il sito di una delle sue istituzioni più importanti, l’INPS, potrà mai fare una caccia fino all’ultimo evasore? Uno Stato che non sa identificare a monte i beneficiari di un trattamento di sostegno, pur avendo in pancia tutte le informazioni che servono (quindi senza umiliare il potenziale richiedente a complicatissime procedure), potrà mai stanare evasori dai loro fortini?
Terzo, uno Stato che si accinge ad aiutare i deboli lavoratori in nero (al di là del fatto che possa essere indispensabile in questa sciagura) potrà mai essere credibile contro gli evasori? Quarto, una classe politica (tutta) mediocre e culturalmente a zero – che da una parte confonde le regalie di dittature come mere opere di bene e, dall’altra, insegue chi spegne la democrazia come Orbán – potrà mai avviare una battaglia che dovrebbe vedere tutti uniti nel suo contrasto? In sintesi, restiamo ligi alle regole ma non esasperiamole per favore, usciamo presto da queso caos sostenendo l’attuale governo (forse il migliore possibile che possiamo permetterci), ma con la convinzione che dopo non andrà tutto bene, ma andrà forse anche peggio perché ai disastri del virus dovremo accodare i disastri pregressi mai risolti, sui quali né i Coronabond né il Mes potranno fare molto.

