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Cortei, Confcommercio: “Milano non si ferma, la preoccupazione c’è ma non siamo in guerra”

Dal segretario generale Marco Barbieri l’appello ai clienti: “‘Venite in città, è ben presidiata”

Cortei, Confcommercio: “Milano non si ferma, la preoccupazione c’è ma non siamo in guerra”

“Non stiamo vivendo la seconda guerra mondiale, Milano non si ferma, non chiude e non sottostà agli avvenimenti della settimana scorsa, ma reagisce restando aperta e vivendo come sempre è stato”. Questo il messaggio che il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri, contattato dall’Adnkronos, manda nella mattina della giornata in cui si temono nuovi disordini, dopo quelli dello scorso fine settimana.

Tanti i commercianti spaventati che hanno scelto di correre ai ripari. “L’umore dei negozianti, come si può vedere anche dalle blindature che ci sono in centro, ovvero i para vetrine, è di preoccupazione, soprattutto nel settore della moda, dell’abbigliamento e dei marchi di lusso. La ristorazione invece ha uno spirito più positivo e di fiducia”, spiega Barbieri, ribadendo l’appello lanciato ieri anche dal presidente Carlo Sangalli a tenere aperte le attività: “Milano è una città aperta, attrattiva e così dev’essere. Fermo restando le preoccupazioni comprensibili dei commercianti, invitiamo tutti a cercare il più possibile di stare aperti. Ci sono i presidi delle forze dell’ordine, le istituzioni e il governo sono intervenuti, quindi la città, soprattutto nella zona centrale, oggi è ben presidiata e molto sicura. Secondo me non bisogna preoccuparsi, serve avere fiducia nelle istituzioni”. L’invito è anche ai possibili clienti, milanesi e non solo. “Invitiamo la gente a venire a Milano. Sono delle giornate oggi un po’ di disagio, è vero, si vede un po’ di gente in divisa in giro, ma è un elemento di sicurezza per quello che è accaduto”, rassicura Barbieri.

E’ vero che il timore, dopo che ieri il cosiddetto ‘Movimento 17 ottobre’ ha annullato la mobilitazione in piazza Duomo, avvertendo che solo all’ultimo avrebbe annunciato le tre piazze milanesi, è che i manifestanti possano ritrovarsi fuori dal centro. “Anche noi abbiamo pensato a questa preoccupazione per le zone periferiche, ma è vero che questi ragazzi si ritrovano sui social e se vogliono fare un po’ di ‘cinema’, lo fanno in centro”, osserva Barbieri. In ogni caso – rassicura – “anche i grandi assi commerciali sono attenzionati dalle forze dell’ordine, quindi noi siamo ragionevolmente ottimisti”.

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