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"Comprate Italia". Stavolta non è il premier Enrico Letta a raccomandarlo (lo fece il 25 settembre scorso a Wall Street) ma gli analisti Svizzeri del Credit Suisse. Una svolta che segue di un giorno il positivo giudizio espresso martedì dall'agenzia americana Moody's (mai tenera con noi) secondo cui l'Italia tornerà a crescere nel 2014.

Secondo gli esperti rossocrociati infatti finalmente il mercato azionario de nostro Paese è da sovrappesare ("overweight"). Merito di tre fattori principali. Innanzitutto la crescita del Pil supererà quella spagnola; poi l’avanzo primario si attesterà nel 2014 al 3,1% del Pil, superando ancora Madrid; e infine il surplus delle partite correnti è visto in crescita. Non solo. Pesano positivamente sul giudizio anche altre due circostanze. Il governo italiano ha annunciato che pagherà, scrivono gli analisti del CS, "gli ingenti arretrati del debito commerciale, del valore del 3% del Pil, nel corso dei prossimi 6-12 mesi, fattore che dovrebbe servire a promuovere la dinamica di crescita".

Inoltre , sottolineano "il 24 % del Pil italiano è rappresentato dalla produzione e, quindi, l'Italia dovrebbe essere aiutata dalla ripresa dell'indice PMI di produzione globale".

Prevedendo tutti questi progressi, ne deriva che Piazza Affari  è uno dei mercati meno cari del Vecchio Continente. Gli esperti svizzeri consigliano anche che cosa comprare. In particolare cinque titoli, cui va il giudizio di "outperform" (farà meglio della media di mercato). Si tratta di Intesa Sanpaolo, Mediaset, Snam, Terna e Prysmian.

Intesa Sanpaolo -  Le azioni della banca sono da comrare. Il titolo infatti viene scambiato 13,8 volte l’utile atteso e solo 0,6 volte il valore di libro. Il p/bv (prezzo/valore di libro) è infatti inferiore di oltre il 60% alla media di mercato. Il titolo offre un rendimento della cedola (dividend yield) 2013 del 2,6%. In Borsa italiana la performance è del 30,2% da gennaio e del 49,9% negli ultimi 12 mesi.

Mediaset - Confermata la raccomandazione di "outperform" sul titolo del Biscione, ma viene alzato il target price da 4,40 a 5,60 euro. Merito dei ''risultati trimestrali migliori delle attese'', scrivono gli analisti.

Terna - Da comprare anche l'utility: il titolo viene infatti scambiato a 14,3 volte l’utile atteso e 2,6 volte il valore di libro, il 4% in più della media settoriale. Da inizio anno è salito del 20,3% e del 29,4% negli ultimi 12 mesi, ha un rendimento del free cash negativo (-2,8%), ma un rendimento della cedola elevato (5,5%).

Snam - Il titolo dell’energia viene scambiato 13,3 volte l’utile atteso e 2,2 volte il valore di libro, il 10% in più della media settoriale. Da inizio anno è cresciuto del 6% e negli ultimi 12 mesi del 13,6%. Offre un rendimento del free cash del 2,6% e un dividend yield 2013 molto attraente (6,6%).

Prysmian - Il gruppo dei cavi viene scambiato 12,7 volte l’utile atteso e 3,5 volte il valore di libro. Il titolo, che evidenzia un incremento del 21,6% da gennaio e del 31,9% a 12 mesi, ha un rendimento del free cash dello 0,4% e un dividend yield del 2,2%.

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credit suisseintesa sanpaolomediasetternasnamprysmian
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