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Il Fmi dà una sforbiciata alle stime di crescita dell'Italia. Secondo l'organismo di Washington presieduto da Christine Lagarde l'economia del nostro Paese continuerà a contrarsi anche nel 2013. Dopo il -2,4% del 2012, il Pil calerà quest'anno dell'1,5%, per poi tornare a crescere nel 2014 quando registrerà un +0,5%. Il Fondo monetario internazionale mette l'accento sul tasso di disoccupazione che salirà al 12% nel 2013 (10,6% nel 2012) e al 12,4% nel 2014. Il rapporto di primavera dei tecnici di Washington conferma però che, nonostante le difficoltà, la ripresa potrebbe arrivare nella seconda metà di quest'anno. Il dato quarto trimestre su quarto trimestre stima infatti un'espansione dello 0,4% nel 2013 e dell'1% nel 2014. Troppo poco per stimolare l'occupazione.

Nel dettaglio gli economisti del Fmi hanno rivisto al ribasso, rispetto a gennaio 2013, di 0,4 punti percentuali le previsioni sul Pil per quest'anno sottolineando che tra i big europei solo la Spagna farà peggio dell'Italia, con un'economia che si contrarrà dell'1,6% per poi crescere dello 0,7% nel 2014. Il tasso di disoccupazione spagnolo si attesterà al 27%, per poi calare lievemente nel 2014 al 26,5%. Negativo anche il Pil delle Francia, che scenderà dello 0,1% con una disoccupazione all'11,2%. Nel 2014, invece, l'economia francese crescerà dello 0,9% con una disoccupazione all'11,6%. Tiene la Germania: il Pil crescerà quest'anno dello 0,6% e accelererà nel 2014 al +1,5%, con un tasso di disoccupazione rispettivamente al 5,7% e 5,6%. Nella media dell'Eurozona, il Pil calerà dello 0,3% quest'anno prima di tornare a espandersi dell'1,1% il prossimo. Meglio gli Stati Uniti che cresceranno dell'1,9% nel 2013 e del 3% il prossimo anno con la disoccupazione in discesa al 7,5%. 

Sull'economia mondiale pesano anche le incertezze politiche in Italia al pari "degli sviluppi nell'area euro, incluse le incertezze per le ricadute dagli eventi a Cipro". Insomma secondo il Fmi "le prospettive globali sono ancora migliorate, ma la strada per la ripresa nelle economie avanzate resta accidentata". Per gli esperti di Washington l'andamento dell'economia mondiale è ormai "a tre velocità": i mercati emergenti in grande salute, gli Usa che in ripresa e l'Eurozona ancora in recessione. In particolare il Fondo monetario internazionale prevede che il Pil mondiale salirà quest'anno del 3,3%, lo 0,2% in meno rispetto a quanto fissato a gennaio scorso, per poi accelerare al 4% nel 2014. A frenare la ripresa dell'Eurozona è anche la debolezza dell'intero comparto bancario appesantito dalla scarsa reddittività e dalla bassa capitalizzazione che ha "riflessi negativi sull'offerta credito" impendendo la trasmissione delle migliorate condizioni economiche a imprese e famiglie. In generale, "gli interessi sui prestiti restano troppo alti" e "c'è bisogno di ulteriori urgenti misure per rafforzare le banche".

Le stime negative per l'area euro, avverte il capo economista, Olivier Blanchard, riflettono non solo la debolezza nei paesi periferici ma anche quella nei paesi "core" come Germania e Francia: "La crescita della Germania si sta rafforzando ma è ancora prevsita essere sotto l'1% nel 2013. In Francia la crescita per quest'anno sarà negativa. Questo potrebbe far porre domande sulla capacità dei paesi 'core' di aiutare i paesi periferici, molti dei quali - soprattutto Italia e Spagna - sono attesi registrare sostanziali contrazioni nel 2013".

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