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Economia

Il 17% delle famiglie italiane, 4,2 milioni, non arrivano a fine mese. Il loro reddito non e' sufficiente a coprire tutte le spese. Lo certifica l'ultima indagine del Censis e di Confcommercio. Sempre piu' frequentemente le famiglie italiane, spiega la ricerca, utilizzano i risparmi in banca per far fronte alle spese correnti.

Aumentano anche quelle che ricorrono a piccoli prestiti e quelle che decidono di rinviare i pagamenti. Per 11 milioni di famiglie, secondo l'outlook, la preoccupazione principale e' quella economica, quella di dover diminuire il proprio tenore di vita per far fronte alla crisi. Altre 14,5 milioni, spiega l'analisi, non riescono a risparmiere e per piu' di 13 milioni e' un problema affrontare una spesa imprevista.

Circa 7 milioni, inoltre, hanno difficolta' a rispettare le scadenze delle rate e delle tasse. "In questo contesto il clima di fiducia risulta deteriorarsi ulteriormente - spiegano gli esperti -. Nei primi mesi del 2013 la quota di pessimisti risulta maggiore degli ottimisti, rispettivamente il 37,5% del campione contro il 31,7%, ma soprattutto riguadagna terreno il senso di incertezza passato dal 16% rilevato a settembre del 2012 al'attuale 30,8%".

CONSUMI A LIVELLI DEGLI ANNI '90 - I consumi sono ai minimi degli anni Novanta. I sentimenti che provano le famiglie guardano al futuro sono l'incertezza, il pessimismo e la paura, per colpa, in massima parte, del mercato del lavoro che e' sostanzialmente fermo. Undici milioni di famiglie temono di non riuscire a mantenere l'attuale tenore di vita. Altre 14,5 milioni incontrano difficolta' a risparmiare e per piu' di 13 milioni e' un problema affrontare una spesa imprevista come pagare un medico o riparare l'auto guasta. Ben 7 milioni hanno difficolta' a rispettare le scadenze di pagamento di rate e tasse. Secondo l'analisi, il 25% degli occupati teme di perdere il posto nei prossimi sei/sette mesi e un altro 27% teme una riduzione dello stipendio per il prolungarsi della recessione. Il sentiment della famiglie e' di grande difficolta' anche perche' gia' ora 4,2 milioni non riescono a coprire tutte le spese con il proprio reddito, il 17% del totale. Quelle che "vanno in pari" sono invece il 71% e solo il 12% riesce a coprire le spese e a risparmiare qualcosa. Le famiglie italiane affrontano la crisi mettendo in atto quello che Censis e Confcommercio definisce il "modello delle tre R": rinuncia-rinvia-risparmia. "Per i primi sei mesi dell'anno le famiglie che prevedono di effettuare una spesa consistente per voci come la ristrutturazione della casa, o l'acquisto di un elettrodomestico o di mobili o di un mezzo di locomozione risultano ai minimi rispetto a quanto rilevato nei quattro anni precedenti". Cresce, viceversa, "la percentuale che per il momento rinvia questo tipo di spese".

NEL 2013 CHIUDERANNO 250MILA IMPRESE - "Nel 2013chiuderanno 250 mila imprese del terziario, di mercato e dell'artigianto". Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine della presentazione del rapporto stilato dall'associazione con il Censis. "Senza impresa non c'e' crescita ne' occupazione e la ripresa resta soltanto un miraggio", ha aggiunto. Per Sangalli "c'e' assoluta necessita' e urgenza di avere un governo che consenta alle imprese tornare a essere protagoniste dell'economia e dell'occupazione". Sangalli ha lanciato un avvertimento alla politica rilanciando l'appello presentato ieri da Rete Imprese Italia: "Le imprese hanno gia' dato tutto quello che dovevano e potevano fare, anche di piu'. Oggi gli imprenditori hanno perso la pazienza, non fategli perdere la speranza, adesso tocca voi".

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