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Economia

 

 

Giorgio Squinzi (2)Giorgio Squinzi

Dopo sei anni di discesa si e' toccato il fondo della crisi e qualche sagnale di inversione di tendenza si inizia a notare

. Il Centro studi di Confindustria, nella premessa agli scenari economici che presenta oggi, predica pero' prudenza. "Nell'economia italiana qua e la' segni di fine caduta e, piu' aleatorie, indicazioni di svolta. Non certo ancora i germogli di ripresa che erano ben visibili nella primavera del 2009 e che sbocciarono in estate. Giusto a meta' del 2013, sul finire del sesto anno della crisi, questo mazzo misto di evidenze sparse lascia solo intravedere l'avvio della risalita. Non costituisce solide fondamenta per prevederla".

E infatti confindustria rivede al ribasso la dinamica del Pil italiano: -1,9% nel 2013 (contro il -1,1% della precedente stima) e +0,5% nel 2014 (contro il +0,6%). "L'appuntamento con le variazioni congiunturali positive - scrive il Centro studi negli scenari ecnomici - rimane fermo all'ultimo trimestre dell'anno in corso". Nel quarto trimestre la crescita dovrebbe essere dello 0,2%.

Nerissimo il dato sul lavoro. Dall'ultimo trimestre del 2007 al primo del 2013 sono 700 mila le persone che hanno perso l'impiego a causa della crisi, "di cui quasi la meta' nell'ultimo anno". "La cifra salira' fino a 817mila per la fine del 2014", aggiungono gli esperti di viale dell'Astronomia. "La diminuzione delle unita' di lavoro, che includono il ricorso alla Cig e le altre forme di riduzione dell'orario di lavoro, sfiorava 1,7 milioni nel primo trimestre 2013 e superera' 1,8 milioni nel secondo del 2014, quando l'assorbimento del lavoro iniziera' nuovamente ad aumentare".

Il tasso di disoccupazione salira' infatti alla fine dell'anno al 12,4% (al 13,9% includendo la Cig). Alla fine del 2014 sara' al 12,7%. Il tasso salira', spiegano gli esperti, anche a causa dell'aumento delle persone in cerca di lavoro "che nel 2012 si e' accentuato anche per la necessita' di trovare nuove entrate per i bilanci familiari".

Servono "urgenti misure di promozione dell'occupazione" e di "politiche attive del lavoro". "I provvedimenti allo studio del Governo e gli impegni presi in sede europea vanno nella giusta direzione", sottolineano a viale dell'Astronomia. Anche se la pressione fiscale rischia di soffocare le aziende. "La pressione fiscale tocca un picco storico nel 2013 (44,6% del Pil) e rimane insostenibilmente elevata nel 2014, specie quella effettiva".

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