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Cucina italiana, Cia Puglia e i consumatori lanciano la petizione: più prodotti nazionali nelle mense

La raccolta firme chiede priorità per Dop, Igp e made in Italy nelle cucine pubbliche e una legge sull’origine del grano

Cucina italiana, Cia Puglia e i consumatori lanciano la petizione: più prodotti nazionali nelle mense

Parte dalla Puglia l’iniziativa promossa da Cia Agricoltori e dalle associazioni dei consumatori. A Governo e Parlamento vengono chiesti interventi su filiera corta, compensi e trasparenza delle etichette.

La raccolta firme punta su filiera corta, giusto compenso e origine del grano in etichetta

Portare più pasta, olio, ortaggi, frutta, latte, formaggi, uova e carni italiane nelle scuole, negli ospedali, nei servizi pubblici e nei ristoranti. È la richiesta al centro della petizione nazionale online lanciata il 22 luglio 2026 dalla Puglia da Cia Agricoltori, Konsumer Italia, dalla federazione I consumatori, da Consumatori solidali e da Aeci, l’Associazione europea consumatori indipendenti.

La petizione, pubblicata sulla piattaforma Change.org, si intitola “Difendiamo la cucina italiana patrimonio Unesco, valorizziamo i prodotti agricoli italiani”. I promotori chiedono a Governo e Parlamento provvedimenti capaci di collegare la promozione della cucina nazionale alla tutela economica delle aziende agricole.

“Agli agricoltori va riconosciuto il giusto compenso – si legge nella petizione – contrastando la concorrenza sleale e l’ingresso massiccio di prodotti importati che non rispettano gli stessi standard imposti dall’Europa. Per questo chiediamo a governo e Parlamento di adottare misure concrete”.

La raccolta firme propone che “in tutte le cucine, dalle scuole agli ospedali, nei servizi pubblici e nei ristoranti” vengano utilizzati prioritariamente prodotti biologici, Dop, Igp e cento per cento italiani. L’elenco comprende pasta, olio extravergine d’oliva, ortaggi, frutta, latte, formaggi, uova e carni nazionali.

La richiesta coinvolge quindi la ristorazione collettiva, gli acquisti delle strutture pubbliche e i locali privati. L’obiettivo dichiarato è aumentare lo spazio riservato alle produzioni nazionali e ridurre la presenza di materie prime importate sottoposte a regole diverse da quelle previste per gli agricoltori europei. Cia Puglia e le associazioni dei consumatori chiedono anche accordi diretti tra aziende agricole e attività della ristorazione. Il ricorso alla filiera corta dovrebbe consentire ai produttori di ottenere una remunerazione maggiore e ai ristoratori di conoscere con precisione provenienza e caratteristiche delle materie prime acquistate.

“Garantire ad agricoltori e ristoratori italiani degli accordi che privilegino la filiera corta e le materie prime italiane. Occorre approvare una legge sulla pasta made in Italy, rendendo obbligatoria l’indicazione chiara e immediatamente leggibile del Paese di origine del grano utilizzato su ogni confezione”.

La petizione indica quindi anche un intervento legislativo specifico sulla pasta. La richiesta riguarda l’obbligo di mostrare in modo immediatamente leggibile il Paese di origine del grano, così da permettere ai consumatori di distinguere le confezioni realizzate con materia prima italiana da quelle prodotte con grano importato.

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