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Economia
Davos 2020, presenti i potenti del mondo: il clima al centro della discussione

Davos 2020, i contenuti della 50esima edizione

Si tratta della 50esima edizione del Forum economico mondiale che partirà all’insegna del Manifesto 2020 incentrato sul ‘Capitalismo degli stakeholder per un mondo coesivo e sostenibile’ e in grado di fronteggiare le maggiori sfide mondiali: dall'ineguaglianze alla polarizzazione politica alle sfide sul fronte climatico.

Davos 2020, gli invitati: Trump, Merkel, Conte e Greta al World Economic Forum

Il presidente Usa Donald Trump, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il premier italiano Giuseppe Conte, quello spagnolo Pedro Sanchez e la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen. Sono solo alcuni dei leader che quest’anno parteciperanno al World Economic Forum di Davos che aprirà i battenti nel resort sciistico nel cantone svizzero dei Grigioni, dal 21 al 24 gennaio. Gli ‘ospiti’ sono stati annunciati a Ginevra in una conferenza stampa dove è stato presentato il programma del Meeting 2020 che prevede la partecipazione di 3000 leader, tra cui 53 capi di Stato e di governo, da 117 paesi del mondo. 

Trump, alle prese con un momento di forti tensioni internazionali, soprattutto sul fronte dell’Iran, torna a Davos dopo due anni. Lo scorso anno il presidente Usa aveva declinato all’ultimo momento l’invito del Forum per via dello ‘shutdown’ degli uffici pubblici negli Stati Uniti. Al Forum sarà presente anche il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Tra le presenze di spicco sono state annunciate anche il presidente della Bce, Christine Lagarde, e Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Si unirà al Forum nel Grigioni anche l’attivista svedese Greta Thunberg che approderà a Davos dopo una marcia ambientalista e dopo aver partecipato al meeting ‘verde’ di Losanna del 17 gennaio. “Il business ha ormai pienamente abbracciato il capitalismo degli stakeholder – ha detto il fondatore del Wef Klaus Schwab – che significa non solo massimizzarne i profitti, ma anche utilizzarne le capacità e le risorse in collaborazione con i governi e la società civile”.

Davos 2020, Greta Thunberg: "Consapevolezza ma nulla è stato fatto"

"Nessuno se lo sarebbe aspettato, ora c'è più consapevolezza e il clima è diventato un tema caldo. Ma da un altro punto di vista non è stato fatto nulla, le emissioni di Co2 non sono state ridotte ed è quello che vogliamo raggiungere". Lo ha affermato l'attivista svedese, Greta Thunberg intervenuta al Forum di Davos in un panel dal titolo: "Forgiare un cammino sostenibile per un futuro comune". "Molta gente che si è messa insieme per spingere questo movimento. Siamo solo all’inizio. Abbiamo iniziato ad ascoltare la scienza e a guardare la crisi per quello che è".

Davos 2020, Greta: sul clima ascoltare i giovani e la scienza

"Non posso certo lamentarmi di non essere ascoltata, vengo ascoltata in continuazione. Ma la scienza, i giovani in generale, non sono al centro del dibattito sul clima". Così l'attivista svedese Greta Thunberg intervenuta al Forum di Davos. "Invece si tratta del nostro futuro e c'è bisogno di portare la scienza al centro della conversazione. Portare la scienza al centro del dibattito sul clima è il compito delle nuove generazioni", ha aggiunto Greta. Nel panel, insieme a Greta, gli altri piccoli 'eco-eroi' invitati a Davos dal Wef. La 'guerriera dell'acqua' la tredicenne canadese Autumn Peltier, la giovane attivista dello Zambia Natasha Mwansa, 18 anni, Salvator Gomez Colon, il ragazzo che a soli 15 anni ha costituito da solo un fondo per ricostruire Porto Rico dopo l'uragano.

Davos 2020 arriva Trump, al Forum Greta e 9 piccoli 'eco-eroi'

Saranno due campioni mediatici mondiali, Greta Thunberg e Donald Trump, ad aprire oggi il World Economic Forum di Davos. L'evento, ormai cinquantenario, avra' quest'anno al centro delle discussioni il clima e l'ambiente. Il titolo, "Stakeholders for a cohesive and sustainable world", azionisti responsabili per un mondo coeso e sostenibile, gia' anticipa un 'brainstorming' di geopolitica 'green' e 'social' come mai nella storia del Forum. Le stoccate tra l'attivista svedese e il presidente americano si sono susseguite nel tempo e forse Davos potrebbe fornire il palcoscenico di un nuovo scontro.

La baby-attivista è stata' la prima (alle 8.30 del mattino) a prendere la parola in una sessione tutta ambientalista. La giovane e' arrivata marciando nel resort dei Grigioni insieme ai Verdi elvetici partiti da Landquart, cittadina svizzera a 40 chilometri da Davos. Con lei altri 9 giovanissimi leader 'verdi' invitati dal Wef tra cui Autumn Peltier, detta anche la 'guerriera dell'acqua', per la sua lotta per l'acqua pulita nel mondo. Ma sulla scena del Wef non ci sarà solo Greta domani. Invitati dal Wef, ci sono anche altri nove altri piccoli 'eco-eroi'.

Poche ore dopo Greta sara' il presidente Usa a parlare con uno 'special address' alla platea di Davos. Il presidente americano lo scorso anno non partecipo' al Forum per via dello shutdown in Usa. Quest'anno arriva in un momento di grandi tensioni internazionali e a pochi mesi dalle elezioni. Il presidente Usa, partito per la Svizzera ieri sera, avrà al Forum diversi incontri bilaterali, tra gli altri uno con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e un altro con il presidente iracheno Barham Salih. Trump arriva a Davos con due vittorie commerciali in tasca: la firma del Trattato di libero commercio con Messico e Canada (T-Mec) e la firma della prima fase degli accordi commerciali con la Cina. Ma la sua visita coincide anche  con il via libera del Senato all'impeachment.  "Sono diretto a Davos, in Svizzera, per incontrare i leader del mondo e degli affari e per riportare buone politiche e miliardi di dollari addizionali indietro negli Stati Uniti d'America. Siamo ora i primi dell'universo, di molto" ha detto ieri sera il presidente lasciando Washington.

Davos 2020, il campione delle microplastiche e la ragazza che a 13 anni difende i diritti delle donne

Intanto pare proprio che Greta ci sarà, nonostante voci dell'ultima ora che la giovane si sarebbe ammalata. L'organizzazione conferma la sua presenza oggi a tre differenti panel. Oltre a lei ci sono a Davos altri nove giovanissimi eco-leader, sono le 'youth voices' del Forum, voci della coscienza dei governi e dei tycoon di tutto il mondo. Tra questi l'irlandese FIONN FERREIRA, 18 anni e campione delle microplastiche. Il giovane ha infatti scoperto un processo chimico che fa tornare limpida l’acqua torbida in una manciata di secondi. Lo studente ha individuato come soluzione all'inquinamento del pianeta un metodo che gli è valso un premio di 50 mila dollari (circa 45 mila euro) al Google Science Fair Prize nel 2019. Insieme a loro la sudafricana AYAKHA MELITHAFA, 17enne e considerata la ‘Greta Thunberg’ del Sudafrica. C'è anche AUTUMN PELTIER, la ‘Guerriera dell’acqua canadese, della regione autoctona del Wikwemikong, che ha soli 15 anni. E l'indonesiana MELATI WIJSEN di 19 anni che ha fondato nel 2013 insieme a sua sorella il movimento Bye Bye Plastic Bags. Attivista per i migranti è invece MOHAMAD AL JOUNDE​, 17 anni ed è un rifugiato siriano che ha costruito una scuola in un campo profughi del Libano, dove era dovuto fuggire a soli 12 anni. 

La afroamericana NAOMI WADLER che a soli 13 anni difende i diritti delle donne, come NATASHA MWANSA dello Zambia, 18enne e considerata una delle voci più potenti dell’Africa. SALVADOR GOMEZ-COLON​è invece uno straordinario attivista portoricano di soli 17 anni. Nel 2017 è riuscito in un’impresa di crownfunding per salvare le vite della gente di Portorico devastata dall’uragano. Riuscì in poco tempo a mettere insieme aiuti per 175 mila dollari con cui riusci a riportare acqua ed elettricità nell’isola. Infine CRUZ ERDMANN, fotografo neozelandese di 14 anni che ha vinto il premio Wildlife Photographer of the year della sezione dedicata ai giovani, con l’immagine di un calamaro iridescente fotografato di notte al largo di Sulawesi, in Indonesia. 

Davos 2020, le 10 cose da sapere

Parte a Davos la 50esima edizione del World Economic Forum: il meeting annuale, che apre i battenti martedì prossimo, durerà fino a venerdì e vedrà la partecipazione del gotha politico ed economico mondiale. Oltre 3.000 gli invitati. Per l'Italia saranno presenti, oltre ai manager e ad altri imprenditori, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Ecco le 10 cose da sapere su Davos.

DOVE E' DAVOS
E' una cittadina delle Alpi svizzere, nel Cantone dei Grigioni, molto nota come località sciistica. Nell'Ottocento era famosa per ospitare nosocomi di un certo livello: pare che Thomas Mann, che aveva la moglie lì ricoverata, avesse tratto ispirazione per la sua "Montagna incantata" durante uno dei suoi soggiorni. Generalmente la terza settimana di gennaio Davos ospita il Meeting annuale del World Economic Forum (WEF), un'organizzazione no profit svizzera, che comprende l'élite imprenditoriale e politica mondiale. I delegati (che devono essere invitati) includono leader politici, dirigenti e il personale senior delle principali compagnie internazionali, compresi gli hedge fund, le banche, la tecnologia e le grandi case farmaceutiche, nonché i principali studiosi e politici. Per cinque giorni, questa piccola cittadina di montagna viene presa letteralmente d'assalto e bloccata.

Impossibile muoversi senza essere controllati da un corpo permanente di cecchini dell'esercito svizzero (le forze di sicurezza saranno in tutto 5.000) con ai piedi scarponi da sci, molti dei quali appostati sui tetti che si affacciano sulle sedi delle conferenze e sugli hotel. La gente del posto dice che e' un ottimo momento per sciare in quanto le piste rimangono per la maggior parte inutilizzate. Trovare una stanza d'albergo potrebbe pero' rivelarsi difficile se non si partecipa al forum.

- COSA E' L'ANNUAL MEETING DEL WEF
Il convegno ha cadenza annuale fin dal 1971. Quell'anno si tenne l'European Management Symposium, una conferenza accademica, economica e di gestione presieduta da Klaus Schwab: professore di origine tedesca dell'Universita' di Ginevra, era tornato da un anno ad Harvard e voleva condividere la sua nuova esperienza nei sistemi di gestione degli Stati Uniti. Il primo forum richiamo' 450 persone. Nel corso degli anni, e' cresciuto. Il forum ha invitato i politici per la prima volta nel 1974 e nel 1976, per poi estendere l'adesione a CEO e dirigenti d'azienda di oltre 1.000 aziende leader nel mondo. La fondazione divenne il World Economic Forum nel 1987. Quest'anno e' alla sua 50esima edizione.

- QUANDO SI TIENE

Generalmente, si svolge nella terza settimana di gennaio. Quest'anno, dal 21 al 25.

- GLI INVITATI

Non e' facile per gli amministratori delegati delle principali societa' del mondo cancellare cinque giorni interi dalle loro agende; alcuni restano solo un giorno o due. Tuttavia, il primo "Davos" si tenne in tempi meno 'rapidi' rispetto ad oggi e duro' ben due settimane. Partiamo dai monarchi: il re Filippo del Belgio e sua moglie, la regina Mathilde, e il principe ereditario norvegese Haakon e la principessa Mette-Marit sono sulla lista degli ospiti. I re Abdullah II di Giordania e la regina Rania sono clienti abituali di Davos. La regina Massima dei Paesi Bassi presta il suo imprimatur reale e funge anche da avvocato speciale dell'Unita' per la finanza inclusiva.

Tra i leader politici ci sara', star del Forum di quest'anno, il presidente Usa Donald Trump, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, il premier olandese Mark Rutte, il presidente dell'Iraq Barham Salih, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, il presidente dell'Afghanista Mohammad Ashraf Ghani, oltre a vari altri capi di Stato o di governo asiatici, africani e sudamericani. A rappresentare le maggiori istituzionali internazionali ci saranno, tra gli altri, i numeri uno dell'Fmi, Kristalina Georgieva, Gerogieva, dell'Ocse, Angel Gurria e della Nato, Jens Stoltenberg. Inoltre, Davos ha sempre avuto la sua spolverata di celebrita' del mondo dello spettacolo: Matt Damon, Goldie Hawn, Leonardo Di Caprio, Kevin Spacy, Elton John e Bono sono solo alcuni dei nomi che sono sfilati a Davos. 

- GLI ITALIANI PRESENTI

Figurano nella lista degli invitati, tra gli altri oltre al premier Conte e al ministro Gualtieri, il ministro degli Affari europei Vincenzo Amendola, la presidente di Eni Emma Marcegaglia, il ceo di Generali Philippe Donnet, il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, il ceo di Mediobanca Alberto Nagel, i presidenti di Saipem Francesco Caio, di Geox Mario Moretti Polegato, di Illycaffe' Andrea Illy, e di Ariston
Thermo Paolo Merloni.

- DI COSA SI PARLA

Le discussioni di Davos sono sempre piene di idee e alcune arrivano a buon fine. I 'Grandi' trascorrono la settimana a rimuginare sulle principali sfide mondiali e su come vincerle. A margine, si incontrano, si salutano e fanno un sacco di affari. L'accordo nordamericano di libero scambio - che collega Stati Uniti, Canada e Messico - e' stato inizialmente proposto in una riunione informale per i leader politici a Davos. Ogni anno si affronta un argomento diverso, in quest'edizione si parla di 'capitalismo sostenibile', ma sono oltre 400 i panel in programma nel corso dei quali verranno affrontati i temi piu' disparati. Non si parla solo di economia, bensi' dei temi piu' vari, dalla cybersecurity all'ambiente passando al sociale.

- PRESIDENTI USA 

Nel 2018 partecipo' Trump, l'anno scorso non pote' esserci a causa dello 'shutdown', ma ritorna invece in questa edizione. Nella storia degli Usa, Ronald Reagan si e' unito al gruppo di Davos diverse volte, ma solo tramite collegamento video. Il primo presidente statunitense che si e' seduto a Davos e' stato Bill Clinton nel 2000. Il presidente George Bush - padre e figlio - non e' mai venuto al villaggio nelle montagne svizzere, e nemmeno il presidente Barack Obama.

- BADGE 

C'e' una vera e propria gerarchia dei badge del WEF. I capi di stato, di regalita' e di alto livello hanno i distintivi piu' ambiti: badge in bianco. Arancione (media), viola (personale tecnico), verde (funzionari che accompagnano i capi di stato) e distintivi grigi (per coniugi e partner di tassi bianchi) offrono un accesso piu' limitato.

- METEO

A Davos le temperature scendono in genere fino a -15 o -17 gradi e gli invitati al forum possono usufruire di speciali navette per gli spostamenti. Benche' brevi, non sono molto consigliabili per l'alta probabilita' di cadute sui sentieri ghiacciati.

- CURIOSITA'

Il fondatore del forum, Klaus Schwab, potrebbe essere l'unica persona ad aver sbattuto in faccia il telefono a un presidente francese. Negli anni '70 chiese alla sua segretaria di chiamare "signor Giscard d'Estaing". Voleva parlare con Olivier Giscard d'Estaing, l'uomo responsabile della business school Insead. Invece la chiamata fu fatta al palazzo dell'Eliseo, e Schwab fu messo in contatto direttamente con l'allora presidente francese, Valery Giscard d'Estaing. Sentendo la voce del presidente, Schwab ando' nel panico e mise giu' il telefono. Altro aneddoto: l'ex primo ministro britannico, Edward Heath, fece la sua apparizione nel forum
come direttore d'orchestra, assumendo la direzione della Zurich Chamber Orchestra in un concerto di beneficenza nel 1979, anche se il suo compito principale in quell'anno era di fungere da presidente del forum. Ma, grazie al forum, sembra che si sia sventata anche una guerra. L'ex primo ministro turco Ozal sostiene che Davos impedi' che il suo Paese entrasse in conflitto con la Grecia. Quando nel 1987 le tensioni tra i due Paesi si intensificarono, non si arrivo' a una guerra aperta perche' l'anno precedente Ozal aveva conosciuto al Forum il suo omologo greco, Andreas Papandreou, capendo che si sarebbe potuto fidare di lui.

Davos 2020, la sfida verde per un capitalismo più 'etico'

Capitalismo ‘verde’, finanza ‘etica’ e azionisti ‘consapevoli’. Solo un Summit ‘monstre’ come quello di Davos poteva mettere insieme parole che sono ossimori da sempre. Finiti i tempi delle proteste ‘no global’, l’appuntamento più esclusivo del pianeta celebra i 50 anni del World Economic Forum e si converte in un nuovo paradigma. Il titolo ufficiale del summit è “Stakeholders for a Cohesive and Sustainable World”, azionisti consapevoli per un mondo coeso e sostenibile. Ed è questo il tormentone che per 4 giorni echeggerà sulle nevi. Lo ‘shareholder’ diventa ‘stakeholder’ e si lancia nella corsa ambientalista per salvare il Pianeta. Le manifestazioni di intenti dei Ceo di tutto il mondo sono iniziate. Sollecitate anche dagli appelli 'ecologisti' dei più grandi gestori di fondi mondiali, come BlackRock (il primo al mondo) che a pochi giorni dall’inizio del Forum ha inviato una lettera minacciosa agli azionisti: non finanzieremo più il vostro business se non cavalcherete in maniera convincente la sostenibilità.

Sull’appuntamento del Wef risuonano quest’anno anche le parole di Papa Francesco che, nei giorni scorsi, ha lanciato il suo messaggio: il clima è uno dei temi di maggiore interesse del quale tutti dobbiamo farci carico.  E quelle dello stesso fondatore del Wef, lo svizzero Klaus Schwab che, in un discorso di presentazione, ha messo in guardia contro il capitalismo estremo “che crea un abisso tra i ricchi e i poveri”. Secondo il Global Risk Report del Forum, appena pubblicato, sono il clima e l’ambiente le ansie principali dei leader planetari. Ecco che dall’Europa parte il ‘Green Deal’, bandiera con cui sfilerà sulla passerella di Davos la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che prevede 1000 miliardi di investimenti verdi in 10 anni. Una sfida che l’Italia sta avviando: al Forum svizzero saranno presenti campioni di sostenibilità come Eni, Enel e Banca Intesa San Paolo. Quest'ultima ha proprio in questi giorni annunciato 50 miliardi di investimenti ‘green’ in Italia. Nel resort intanto tutto è pronto per l’arrivo di 3000 ospiti: energie rinnovabili per alimentare gli edifici, materiali riciclabili, veicoli elettrici, cibo a chilometro zero e al 70% vegetariano. Greta Tunberg è già in marcia. ‘Friday for Future’ a Losanna e poi 40 chilometri a piedi fino a Davos.

Davos 2020, la sfida verde per un capitalismo più 'etico' 


- IL NUOVO PARADIGMA: DA 'SHAREHOLDER' A 'STAKEHOLDER'
La svolta 'verde di Davos e' in due parole 'stakeholder capitalism', il capitalismo degli azionisti responsabili. Lo 'stakeholder' infatti e' il portatore di interesse di un'impresa. Non solo l'azionista, ma l'investitore, il cliente, il dipendente, il fornitore e tutto cio' che gira intorno. Il cambio di paradigma e' stato sottoscritto ad agosto da 181 amministratori delegati di grandi aziende americane riunite nell'associazione Business Roundtable, una think tank di ceo nordamericani presieduta Jamie Dimon, numero uno di JpMorgan Chase. Dell'associazione fanno parte, Amazon, Apple, General Motors, Boeing, BlackRock, AT&T e Walmart. La rivoluzione consiste nel fatto che la creazione di valore per gli azionisti non deve piu' essere l'unico fine delle aziende. Le imprese, invece, devono anche "investire nei loro dipendenti, proteggere l'ambiente, comportarsi correttamente ed eticamente con i fornitori, creare valore di lungo termine per gli azionisti.

- LA LETTERA DI BLACKROCK
"Siamo sull'orlo di una completa trasformazione della finanza", "il climate change obbliga gli investitori a riconsiderare le fondamenta stese della finanza moderna". Parola di Larry Fink, co-fondatore, ceo e presidente del piu' grande fondo di investimenti del mondo. Fink nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai cda di cui e' azionista in cui scrive: "Siamo pronti a votare contro se le imprese non svolgeranno progressi sufficienti in materia di informativa sulla sostenibilita' e non predisporranno linee guida e piani aziendali ad essa connessi". Il fondo, che gestisce asset per circa 7.500 miliardi di dollari, e' entrato da poco a far parte del Climate Action 100+, un gruppo di investitori che fa azionariato attivo con le industrie piu' inquinanti al mondo.

- I NUOVI STANDARD, GLI ESG
Le aziende devono accertare i rischi climatici e gli altri rischi legati ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) e riferirne agli azionisti, utilizzando le linee guida stabilite dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosure e dal Sustainable Accounting Standards Board. Su questo spingera' l'acceleratore il Forum di Davos che raggruppa tutte le piu' importanti societa' del mondo: tutte le strategie di investimento dovranno essere integrate nelle sostenibilita', con un occhio alla riduzione del rischio ESG. Cosa sono gli Esg: si tratta dei fattori 'enviromental, social e governance' sanciti nel 2015 a Parigi dalla Cop21 e che dovranno essere raggiunti entro il 2030.

- IL GREEN DEAL DELLA COMMISSIONE UE
L'11 dicembre scorso la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen ha presentato l'European Green Deal, un programma di policy con l'obiettivo di contrastare il cambiamento climatico e promuovere una "giusta transizione" verso un'economia circolare e a zero emissioni. Tra i provvedimenti piu' importanti il regolamento sulla disclosure per gli investitori istituzionali e i consulenti finanziari che stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza in merito all'integrazione dei rischi di sostenibilita'. Le disposizioni si applicheranno a partire dal 10 marzo 2021. Il piano prevede di mobilitare almeno mille miliardi di euro di investimenti sostenibili nell'arco dei prossimi dieci anni.

- IL RATING 'ETICO': ENI, ENEL, UNICREDIT CAMPIONI D'ITALIA
Secondo una classifica stilata da Standard Ethics, agenzia di rating che analizza se e quanto le societa' si adeguano alle indicazioni di Onu, Unione Europea e Ocse sulla sostenibilita', sono cinque le societa' italiane al top. Si tratta di Eni, Enel, Prysmian, UnipolSai, Unicredit. In vista di un 'upgrade' Fineco e Intesa SanPaolo. Negli obiettivi contenuti nel piano 'Eni for 2018', il gruppo petrolifero si e' impegnato ad azzerare, entro il 2025 il gas flaring di processo. Nel settore upstream saranno ridotte l'intensita' delle emissioni di gas serra del 43% e le emissioni fuggitive di metano dell'80% rispetto al 2014. Enel da parte sua ha annunciato che nel prossimo triennio aumentera' la percentuale delle fonti di finanziamento sostenibili sull'indebitamento complessivo del gruppo. Tra i manager piu' sensibili c'e' poi l'ad di Intesa San Paolo, Carlo Messina che, poco prima di partire per Davos, ha annunciato 50 miliardi di investimenti 'green' nel Paese.

- LE PAROLE DI FRANCESCO
Il 16 gennaio il Pontefice, in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica, avverte: "La popolazione del nostro pianeta e' cambiata continuamente nelle sue caratteristiche fisiche, mentali, di personalita'. La stessa cosa si puo' dire del mondo in cui abitiamo. Adesso per esempio c'e' il problema del clima. In alcune zone l'altezza del mare e' in aumento, in altre e' in diminuzione. E' uno dei temi di maggiore interesse del quale tutti dobbiamo farci carico".

- IL FORUM 2020, IL PIU' 'VERDE' DI SEMPRE
Il World Economic Forum 2020 sara' "uno degli eventi piu' eco-sostenibili mai tenuti al mondo". Lo hanno annunciato gli organizzatori presentando l'evento annuale sulle nevi dei Grigioni che quest'anno compie 50 anni. Energie rinnovabili per alimentare gli edifici, materiali riciclabili, veicoli elettrici, cibo a chilometro zero e al 70% vegetariano. Certo non mancheranno i jet privati e gli elicotteri (l'ultima edizione ha visto 1.500 dei suoi ospiti raggiungere la localita' svizzera in questo modo). Per questo gli organizzatori hanno lanciato un appello, invitando i partecipanti a usare i voli di linea o - meglio ancora - il treno. Chi scegliera' la ferrovia avra' anche un rimborso parziale dei costi del viaggio. Ad anticipar ei lavori una marcia per il clima organizzata dall'alleanza ecologista che partira' da Landquart e a cui partecipera' anche Greta Thunberg.

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