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Economia
Vittorio Grilli (3)

"Fate presto" è l'appello dell'Europa. E il governo risponde: il consiglio dei ministri sono già stati allertati per una possibile riunione che si dovrebbe tenere nel weekend. Nel giro di pochi giorni, quindi, dovrebbero essere sblocccate le risorse per ripagare i debiti accumulati dalla pubblica amministrazione verso le imprese.     

A chiedere il provvedimento a gran voce non sono solo le aziende, ma l'Ue. Il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn si è augurato che "l'Italia vari al più presto il decreto. La Commissione europea non vede l'ora che sia approvato il decreto legge sul pagamento della pubblica amministrazione''. Anche Draghi, che pure si è trincerato dietro un no comment sulla situazione italiana ha benedetto il provvediemento: il rimborso degli arretrati, "che in alcuni casi valgono diversi punti di Pil", è "una delle misure di stimolo principali che un paese possa dare". Non è la sola misura necessaria. "Non sarà la soluzione a tutti i problemi",ha ribadito Rehn, ma è certamente un primo passo per dare impulso alla crescita.

I miliardi stanziati dal governo non saranno sufficienti a coprire l'intero ammontare dei debiti. Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha aggiornato la stima dei pagamenti arretrati. Non più di una settimana fa l'associazione delle banche italiane l'aveva quantificata in 91 miliardi. Adesso patuelli aggiorna i dati: "Siamo già oltre i 100 miliardi".

Il provvediemento è talmente importante per il futuro del tessuto imprenditoriale italiane che i vertici di Confindustria e Rete Imprese Italia si sono detti disposti ad aspettare. Per Squinzi meglio aspettare qualche ore che avere "un decreto pateracchio". 

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