A- A+
Economia
Def/ Il governo Renzi scongiura l'aumento dell'Iva con la spending review
Tra i ministri, il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan, è il più ricco con un retribuzione annua di 216mila euro, ai quali vanno aggiunti poco più di 53mila euro dichiarati

La spending review, da cui potrebbero arrivare circa 13 miliardi e una crescita più sostenuta che potrebbe essere migliore delle aspettative (del più 0,7% la stima fissata dal Tesoro per l'aumento del Pil nel 2015), consentiranno al governo Renzi di disinnescare le clausole di salvaguardia che prevedono per il 2015 un aumento dell'Iva, clausole stabilite dal governo Monti e Letta per garantire il rispetto degli impegni europei. Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan nella conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Matteo Renzi di presentazione del Documento di economia e finanza (Def), documento di cui il governo ha avviato oggi l'analisi (venerdì il varo dopo un confronto con Comuni e Regioni) e che fissa il quadro macroeconomico entro cui si svolge l'azione del governo.

LA GAFFE DI RENZI: ALLE INFRASTRUTTURE C'E' LUPI

Per quest'anno, Palazzo Chigi prevede uno +0,7% (stima prudenziale) di crescita del Pil, leggermente superiore allo 0,6% inserito nel precedente Def, ma che, ha spiegato Renzi, potrebbe essere superiore a fine anno grazie all'effetto della fiducia degli operatori, delle riforme (anche quella che cambia la natura societaria della banche popolari più grandi) messe in cantiere dall'esecutivo, dell'euro debole, del basso prezzo del petrolio e del quantitative easing della Bce. Per il 2016, la crescita si consoliderà con un aumento dell'1,4% e dell'1,5% nel 2017.

Il rapporto deficit/Pil scenderà al 2,6% nel 2015, all'1,8% nel 2016 e allo 0,8% nel 2017, mentre quello debito/Pil salirà al 132,5 nel 2015 per poi scendere al 130,9 nel 2016 e al 123,4 nel 2017. "Nel 2018 la regola del debito sarà pienamente soddisfatta", ha sottolineato Padoan, "questo incubo della montagna di debito che può attivare regole di tagli a ghigliottina sarà andato veramente via e per le prospettive dell'Italia è un fatto molto importante".

In attesa del varo definitivo del Def e del Piano nazionale di riforma che arriverà soltanto venerdì (quando il governo comunicherà anche la nomina del sottosegretario (o della sottosegretaria) alla Presidenza del Consiglio, dopo il passaggio di Graziano Delrio al Ministerio delle Infrastrutture), Padoan ha spiegato che, con questo quadro, il Def ha un "profilo di aggiustamento importante" dei conti pubblici, "ma allo stesso tempo è di natura espansiva, perché permette di utilizzare misure per la crescita. Rispetta poi la regola del debito, fondamentale per un Paese come l'Italia. Se dovessimo applicarla domani, costerebbe oltre due punti percentuali di Pil". Sul debito, ha aggiunto ancora il numero uno del Tesoro, ci sarà l'impatto positivo, in questo percorso, delle privatizzazioni: Poste Italiane e Ferrovie le prossime operazioni nell'azienda del governo, che nel complesso si aspetta dalle dismissioni un impatto tra l'1,7 e l'1,8% del Pil da qui al 2018.

La vigilia del Cdm aveva portato un nuovo scontro con i Comuni italiani, rappresentati da Piero Fassino, che hanno alzato la protesta contro l'ipotesi nuovi tagli importanti, fieno in cascina da affiancare ai risparmi mirati della spending review. "Incontrerò i comuni prima di venerdì, se serve anche le Regioni. Ma ribadisco: non ci sono tagli per il 2015, punto", ha detto Renzi sulle lamentele di Fassino.

Per quanto riguarda invece l'aspetto delle riforme, entro venerdì si dovrebbe definire un cronoprogramma con 12 aree d'intervento per il 2015-216, che è tutto in salita. Accanto al Def dovrebbe procedere anche un pacchetto di decreti urgenti. Nel menu ci sono i temi dell'assistenza e della riorganizzazione della sanità, insieme alle pensioni di invalidità che subiranno una stretta anti-abusi.

 

Iscriviti alla newsletter
Tags:
defrenzispending review
i più visti
in evidenza
CorporateCredit, l'intervista al Ceo Giordano Guerrieri

Pnrr e opportunità per le Pmi

CorporateCredit, l'intervista al Ceo Giordano Guerrieri


casa, immobiliare
motori
Tre propulsioni elettrificate per la nuova Kia Niro

Tre propulsioni elettrificate per la nuova Kia Niro

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.