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Economia
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Di Andrea Deugeni
 
"Confindustria e i sindacati? E' normale che vadano in pressing: la partita delle risorse sul taglio del cuneo fiscale non è ancora chiusa, ma nel caso di una sforbiciata complessiva di cinque miliardi e di una spartizione dell'intervento in egual misura fra imprese e lavoratori a cui andrebbero circa due miliardi, la busta paga del 2014 sarà più corposa di circa 200 euro. Una boccata d'ossigeno per l'economia reale". Il sottosegretario al Welfare Carlo Dell'Aringa, economista del lavoro, sceglie Affaritaliani.it per spiegare la misura principale della legge di Stabilità che sarà varata dal Consiglio dei ministri di martedì prossimo (15 ottobre). "Le cifre finali non sono ancora state definite. Dipenderà dalle coperture sulle quali sono in corso dei ragionamenti", afferma Dell'Aringa che però esclude "interventi sulla sanità e sui servizi come la scuola". E spiega: "Nell'ipotesi di 200 euro in più ai lavoratori, i soldi potrebbero essere erogati tutti insieme come una tredicesima o divisi mensilmente dopo una revisione di tutte le componenti dell'Irpef"
 
L'INTERVISTA
 
La Confindustria e i sindacati chiedono un intervento forte del Governo sul cuneo fiscale nell'ordine di circa 10 miliardi di euro, ma il presidente del Consiglio Enrico Letta ha parlato di 4-5 miliardi. Di quanto sarà visto che martedì prossimo verrà varata la legge di Stabilità?
"Le cifre non sono state ancora definite. Si parla di questi 4-5 miliardi, ma a Palazzo Chigi si sta ancora discutendo delle coperture e di dove trovare le risorse. Ed eventualmente, poi, se possono essere aumentate. Si fanno degli esercizi su quelle cifre lì, anche se si è consapevoli che potrebbero essere molto diverse da quelle difinitive, proprio perché sia il presidente del Consiglio sia il ministro dell'Economia stanno valutando se attivare dei tagli di spesa o meno". 
 
E quindi?
"Si fanno dei riferimenti a quelle cifre (4-5 miliardi, ndr) per capire quali manovre si possono varare in favore di imprese e lavoratori, ma il quantum definitivo dipenderà da decisioni che sono ancora da prendere e le cui discussioni sono in corso. L'ammontare complessivo dell'intervento sul cuneo fiscale non viene nascosto per chissà quali tattiche".
 
E quindi Confindustria e sindacati vanno in pressing, lamentando al momento soltanto "la presenza di fogli bianchi senza cifre"...
"Certo, premono perché sanno che la partita non è ancora chiusa". 
 
Riguardo al nodo coperture, su quali tagli alle spese si sta ragionando?
"Generici".
 
Si è parlato anche di sanità...
"No, non ho sentito nominare la sanità. La sforbiciata potrebbe riguardare le agevolazioni e le spese dei ministeri. Non mi sembra il caso di tagliare i servizi, come la scuola e la sanità".
 
Il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi propone di attingere ai 28 miliardi di fondi europei che Bruxelles ha stanziato per l'Italia per il periodo 2014-2020. E' una strada percorribile?
"Sì, possono essere utilizzati, ma gli incentivi, poi, devono essere poi utilizzati sia sul piano nazionale sia su quello regionale secondo le regole Ue. E' una strada che non è immediata e diretta, ma può essere considerata nel conto complessivo degli interventi in favore dell'economia da attuare per il 2014". 
 
Come potrebbe essere strutturato l'intervento sugli oneri fiscali, previdenziali e assicurativi a carico dell'azienda e del lavoratore?
"L'ipotesi di destinare metà delle risorse agli imprenditori e metà agli occupati è solo un'indicazione di massima. Il Governo, però, intende procedere in ambedue le direzioni. Sia alleggerire, cioè, le buste paga dei lavoratori nei dintorni dell'Irpef o agendo sui contratti per la produttività che hanno anch'essi l'effetto di rendere più sostanzioso il salario netto e sia agire sul lato degli oneri sociali, dell'Inail e dell'Irap, invece, per le imprese, per le quali ci sono anche degli incentivi alle assuzioni. In sostanza, il Governo sta discutendo di come di utilizzare e rafforzare quelle misure già esistenti e che ha varato a giugno". 
 
Nel caso di un intervento di circa cinque miliardi sul cuneo fiscale, per i lavoratori è circolata la cifra di circa 200 euro complessivi in più nel 2014. E' una stima corretta?
"Dipenderà da quanto sarà l'intervento complessivo. Nel caso di cinque miliardi di taglio e di una spartizione dell'intervento in egual misura fra imprese e lavoratori a cui andrebbero circa due miliardi, l'indicazione è quella. Ma al momento, la cifra finale non la conosce nemmeno il presidente del Consiglio, perché dipende dalla ricognizione delle coperture. Il premier deve fare ancora delle verifiche". 
 
Prendiamo per valida l'ipotesi dei 200 euro: verranno erogati tutti insieme come una-tantum o spalmati nella retribuzione netta mensile?
"Dipende, non si sa ancora. Potrebbe essere erogata tutta insieme come una tredicesima o divisa mensilmente dopo una revisione di tutte le componenti dell'Irpef".        
 
Ma avrà un impatto sull'economia reale, visto che una delle principali critiche che fu fatta dalla Confindustria nel 2007 a un analogo intervento del Governo Prodi (sette miliardi di taglio) e che è stata risollevata da Viale dell'Astronomia anche in questo caso, è che non produrrà degli effetti concreti?
"Sarà una boccata d'ossigeno. Prima di tutto perché interverrà sul costo del lavoro, con dei benefici sulla competitività delle imprese. Agirà, però, anche dal lato del potere d'acquisto dei consumatori che, in seconda battuta, stimolerà la domanda interna. Certo, cinque miliardi su quei 40 complessivi che servono all'Italia per rimettersi in carreggiata rispetto alla Germania sono solo una boccata d'ossigeno, ma è un intervento che va in ogni caso fatto adesso, individuando coperture abbastanza certe per incorrere in stop da parte dell'Unione Europea. Nulla vieta, però, nel corso del 2014, di varare ulteriori manovre in favore delle imprese dopo aver verificato il livello dei tassi d'interesse e realizzato risparmi di spesa grazie all'azione del neo commissario sulla spending review".
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