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Economia
Mega-ricapitalizzazione da 8 miliardi per Deutsche Bank. Sostegno del Qatar

Deutsche Bank, la prima banca tedesca, bussa alla porta degli azionisti chiedendo 8 miliardi di risorse fresche per rafforzarsi. Per dimensioni è la seconda operazione di aumento di capitale mai affrontata nella storia del colosso finanziario tedesco, e sarà resa possibile anche dal sostegno del mondo arabo: elemento molto sottolineato dai giornali locali. Già nel 2010 la Deutsche Bank si ricapitalizzò per 10 miliardi. Si tratta di una risposta decisa di fronte alla crescente pressione dei mercati finanziari, che ritenevano sotto capitalizzata la banca, anche in vista degli stress test richiesti dalla Bce.

La banca tedesca intende infatti emettere 360 milioni di azioni, grazie alle quali si prevede che il core Tier 1 dell'istituto salga all'11,8% rispetto al 9,5% calcolato nell'ultimo periodo. La famiglia reale del Qatar si è già impegnata a sottoscrivere 60 milioni di azioni per 1,75 miliardi di euro attraverso la Paramount Holdings, mentre i restanti 6,25 miliardi dell'aumento saranno offerti agli attuali azionisti. La famiglia del Qatar potrà rilevare i titoli a 30,74 euro, con uno sconto del 5% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì scorso, mentre secondo alcune fonti lo sconto riservato agli attuali investitori sarebbe maggiore. Un consorzio di banche si è impegnato a sottoscrivere le azioni che non saranno acquistate dagli investitori.

L'interessamento dei medio-orientali nel gruppo non è recente. Secondo alcune fonti, già l'anno scorso la famiglia reale ha partecipato a un aumento di capitale, mentre nel 2007 la Difc Investments di Dubai ha rilevato una partecipazione del 2,2%, ridotta in seguito.

Contemporaneamente, Deutsche Bank ha annunciato una serie di investimenti del valore complessivo di 200 milioni di euro nei prossimi tre anni per rafforzare le attività retail in Europa, mentre nel mercato statunitense prevede di aumentare le assunzioni di professionisti senior, tra cui 100 banchieri focalizzati sul segmento corporate.

Gli analisti prevedevano una manovra simile da parte di Deutsche Bank, ma avevano stimato che l'aumento non arrivasse prima dell'estate. L'amministratore delegato Anshu Jain, che dopo l'emissione da 3 miliardi di euro dell'aprile 2013 aveva escluso la possibilità di eventuali altri aumenti di capitale, sperava di poter rafforzare il bilancio attraverso soluzioni alternative. Quando tuttavia il mese scorso la banca ha pubblicato i conti relativi al primo trimestre, che mostravano un crollo dell'utile netto del 34% a/a e una flessione del Core Tier 1, il direttore finanziario Stefan Krause ha ammesso la possibilità che Deutsche Bank ricorresse ad un aumento di capitale, oltre che al taglio del dividendo e dei bonus. Secondo quanto stimato dal Cfo infatti, l'attuazione di ulteriori norme restrittive nel calcolo degli indici di patrimonializzazione avrebbe portato il Core Tier 1 al 9%.

La misura adottata da Deutsche Bank non mette tuttavia fine alle preoccupazioni relative alla performance mostrata dalla banca, ed in particolare dalle divisioni fixed-income e currency. Secondo alcuni analisti, i tedeschi dovrebbero continuare ad insistere con questo business, beneficiando della minore pressione competitiva in seguito ai tagli nelle unità corrispondenti da parte di Barclays, Credit Suisse e Ubs. Il mercato inoltre aspetta a vedere quali saranno i prossimi provvedimenti delle autorità europee in tema di normativa bancaria prima di valutare l'adeguatezza della mossa di Deutsche Bank.

(Articolo in fase di aggiornamento)

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