Istat, nel terzo trimestre Pil ancora giù e consumi quasi fermi
| Crisi: Istat, nuova flessione del Pil nel terzo trimestre/ “L’indicatore composito anticipatore, aggiornato a luglio e costruito a partire da un insieme di variabili (qualitative, quantitative) selezionate in base alla capacita’ di anticipare le fasi del ciclo economico, e’ in rallentamento, suggerendo una nuova flessione del Pil nel terzo trimestre dell’anno”. E’ la diagnosi contenutan nella nota mensile sull’economia italiana dell’Istat. |
Gli occupati in Italia ad agosto scorso sono 22 milioni 380 mila, in aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente (+32 mila) e sostanzialmente invariati su base annua. Il tasso di occupazione, pari al 55,7%, cresce di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. Lo comunica l’Istat. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 134 mila, diminuisce del 2,6% rispetto al mese precedente (-82 mila) e dello 0,9% su base annua (-28 mila). Il tasso di disoccupazione e’ pari al 12,3%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti nei dodici mesi.
I disoccupati tra i 15-24enni sono 710 mila ad agosto scorso. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di eta’ e’ pari all’11,9%, stabile rispetto al mese precedente ma in aumento di 0,7 punti percentuali su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, e’ pari al 44,2%, in crescita di 1,0 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 3,6 punti nel confronto tendenziale. Lo comunica l’Istat. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente mentre diminuisce dello 0,5% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattivita’, pari al 36,4%, cresce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali mentre diminuisce di 0,1 punti su base annua. Ad agosto, su base mensile, l’occupazione aumenta tra gli uomini (+0,3%) mentre diminuisce tra le donne (-0,1%). Anche su base annua, l’occupazione aumenta con riferimento alla componente maschile (+0,5%) ma diminuisce rispetto a quella femminile (-0,8%).
CNEL: “IMPOSSIBILE TORNARE AI LIVELLI PRE-CRISI” – Nei sette anni della crisi l’Italia ha perso un milione di posti di lavoro (di cui 400 mila nell’edilizia e poco meno nell’industria in senso stretto) e i progressi “non potranno che essere molto graduali”. E’ quanto sottolinea il Cnel nel “Rapporto sul mercato del lavoro 2013-2014” che evidenzia come “le tendenze in atto suggeriscono che i tempi della svolta del mercato del lavoro potrebebro essere lunghi”. “Le tendenze del mercato del lavoro italiano nel medio termine – fa notare lo studio – delineano esiti preoccupanti”; una discesa del tasso di disoccupazione a livelli pre-crisi sembra “irrealizzabile” ed anche le prosettive indicate dal Def di aprile (calo della disoccupazione dell’11% nel 2018) appare “un obiettivo che richiederebbe uno sforzo notevole” e appare “un’ipotesi ottimista” date le tendenze in corso. Il Cnel osserva che tradizionalmente la domanda di lavoro segue l’attivita’ economica con un ‘lag temporale’ e cio’ lascerebbe presumere che “il mercato del lavoro potrebbe iniziare a beneficiare di un contesto congiunturale meno sfavorevole non prima dell’inizio del 2015 nella migliore delle ipotesi”. L’economia e’ ancora troppo debole – fa notare l’indagine – per poter determinare in tempi brevi un miglioramento dell’occupazione e inoltre le difficolta’ esercitano una pressione significativa al ribasso sull’andamento delle retribuzioni: “la dinamica salariale sta decelerando rapidamente”. Nei primi sei mesi dell’anno – si legge nel Rapporto – l’occupazione temporanea e’ finalmente tornata a registrare una variazione di segno positivo (10 mila dipendenti a termine in piu’ nel 2014 nell’arco di un anno). Solo i dati dei prossimi trimestri potranno confermare o meno la tendenza e verificare se cio’ e’ dovuto alla riforma Poletti sui contratti a termine. (
