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Economia
Dl Lavoro, Padoan: "Farà aumentare l'occupazione"
Tra i ministri, il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan, è il più ricco con un retribuzione annua di 216mila euro, ai quali vanno aggiunti poco più di 53mila euro dichiarati

Settimana decisiva per il decreto lavoro e per le riforme, mentre il Movimento 5 stelle e Forza Italia attaccano l'esecutivo sul decreto Irpef: "non ci sono le coprture", sostengono. Il Nuovo Centodestra e' pronto ad andare all'assalto delle modifiche introdotte in Commissione lavoro e anche Forza Italia e' sul piede di guerra: mercoledi' mattina si riunira' il gruppo azzurro per ribadire il no del partito alla fiducia.

A favore del testo sul Lavoro arrivano le parole del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: "La riforma del Lavoro portata avanti dal ministro Poletti accelera il beneficio in termini di occupazione della ripresa che si sta consolidando", dice a Radio Anch'Io su Radio1. "Non e' che la riforma Fornero non vada piu' bene - aggiunge Padoan - ma nel frattempo le condizioni recessive sono peggiorate. Purtroppo vediamo che c'e' una ripresa ancora fragile anche se positiva e questo stenta a tradursi in occupazione. Una riforma come quella presentata dal governo e portata avanti dal ministro Poletti accelera il beneficio in termini di occupazione della ripresa che si sta consolidando".

Il titolare delle Finanze si sofferma anche sul recente provvedimento sull'Irpef, con i famosi 80 euro in più in busta paga, di recente approvato dal governo, parando i colpi dalle critiche e giustificandole come "campagna elettorale: non sono un ministro politico, ma anch'io queste cose le capisco". Sulla misura, "il bicchiere è mezzo pieno e pensiamo di riempirlo via via che le misure si rafforzeranno e diventeranno permanenti e via via che la base che beneficia del taglio" dell'Irpef "si allarga. E' un'operazione di grandi dimensioni, che richiede qualche mese per essere messa a punto", spiega in radio. Quanto all'idea di allargare la platea dei beneficiari, Padoan spiega perché non è stato fatto: "Estendere il bonus degli 80 euro anche ai pensionati sarebbe costato troppo e non sarebbe stato credibile. E' importante che ora torni la fiducia e che ci sia un aumento del reddito a disposizione delle famiglie. E' importante, cioè, che siano disposte a spendere il bonus".

Sull'altro fronte, quello delle coperture, Padoan prova a rintuzzare gli attacchi dell'Abi: le banche sono contrarie all'aumento dal 12 al 26% della tassazione sulle plusvalenze generate dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia e paventano una nuova stretta al credito da questa misura. Per il ministro la rivalutazione delle quote di Bankitalia "è un'operazione opportuna visto il distacco che c'era prima tra valori mercati e di libro" e per le banche "la tassazione sulla rivalutazione lascia un pò meno di quanto previsto ma è sempre importante". Quindi "sono convinto che le banche faranno il loro lavoro per dare credito all'economia: è nel loro interesse perchè così fanno profitti". Conferma poi che le "partecipate sono un capitolo importante della mia agenda", anche se mettere mano alla loro riorganizzazione o dismissione "è un lavoro faticoso". Le privatizzazioni "sono un programma importante che durerà qualche anno e che intensificheremo", mentre dal tetto agli stipendi dei manager a 240mila euro "arriveranno solo 40 milioni, ma è un segnale importante".

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