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Via libera all'unanimita' dell'aula del Senato a un emendamento al decreto lavoro che sblocca un'altra tranche di pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione pari a circa 20-25 miliardi

. L'emendamento introduce la garanzia dello Stato per la cessione alle banche e a Cdp dei crediti certificati delle imprese verso le pubbliche amministrazioni e prevede un tasso di sconto del 2%.

L'emendamento e' stato presentato dal Pd, a firma Giorgio Santini, ma e' stato sottoscritto da diversi gruppi e approvato all'unanimita'. Fonti Pd stimano che la misura riguardera' altri 20-25 miliardi dell'ammontare complessivo di debiti (circa 90 miliardi stimato da Bankitalia), aggiungendosi cosi' ai 40 miliardi gia' attivati dal governo.

In particolare, l'emendamento prevede la costituzione di un fondo garantito dalla Cdp per consentire di sbloccare i crediti delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni, previa certificazione. Una condizione posta dalla Commissione Bilancio e accolta prevede che la garanzia dello stato acquista efficacia solo all'atto dell'individuazione delle risorse da destinare al Fondo.

"I debiti di parte corrente delle pubbliche amministrazioni, diverse dallo Stato, certificati secondo le disposizioni" del decreto 35 del 2013, si legge nel testo, "sono assistiti dalla garanzia dello Stato". I soggetti creditori possono quindi "cedere il credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato a una banca o a un intermediario finanziario, anche sulla base di apposite convenzioni quadro. Per i crediti assistiti dalla garanzia dello Stato non possono essere richiesti sconti superiori al 2% dell'ammontare del credito. Avvenuta la cessione del credito, l'amministrazione debitrice, diversa dallo Stato puo' richiedere la ristrutturazione del debito con il piano di ammortamento, comprensivo di quota capitale e quota, interessi, di durata fino a un massimo di 5 anni, rilasciando delegazione di pagamento o altra simile garanzia a valere sulle entrate di bilancio. La garanzia dello Stato cessa al momento della ristrutturazione. L'amministrazione debitrice puo' contrattare con una banca o un intermediario finanziario, la ristrutturazione del debito,a condizioni piu' vantaggiose, previo contestuale rimborso del primo cessionario".

Viene quindi istituito presso il ministero dell'Economia, un "apposito fondo per la copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia dello Stato". Inoltre "in caso di escussione della garanzia e' attribuito allo Stato il diritto di rivalsa sugli enti debitori".

L'emendamento "attiva una leva decisiva per la ripresa economica e l'occupazione". E' quanto afferma il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina. "Abbiamo approvato la garanzia dello stato - ha spiegato Fassina - che permette dal 1 gennaio 2014 a tutte le imprese che hanno un credito certificato di poterlo scontare in banca o attraverso la Cdp. E' previsto un tasso massimo di sconto del 2%. E' una misura di enormi potenzialita'. La garanzia dello Stato all'anticipazione bancaria puo' infatti portare a rapida conclusione i pagamenti dell'intero stock di arretrati, sbloccare decine di miliardi di risorse e dare ingente liquidita' per gli investimenti produttivi. E' la piu' rilevante misura anticiclica messa in campo: il sostegno alla domanda aggregata e' condizione necessaria per rianimare l'economia".

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