Il voto costringe Draghi a muoversi nella stratta via definita dalla tenuta di Angela Merkel e dall’ascesa degli euroscettici. La prima conseguenza arriverà il 5 giugno, con il taglio dei tassi, ormai dato per scontato. Draghi conferma: “L’apprezzamento dell’euro sta pesando sulle dinamiche dell’inflazione nell’Eurozona”, ha dichiarato durante il vertice annuale dei banchieri centrali di Sintra. L’Eurotower sta “monitorando con attenzione il tasso di cambio e le dinamiche del credito” e resta pronta ad agire se la tendenza al ribasso dei prezzi continuerà a preoccupare.
La Bce “non e’ rassegnata a lasciare l’inflazione troppo bassa per troppo a lungo”. Draghi ha ribadito di prevedere che “l’inflazione resti bassa per un periodo prolungato di tempo per poi ritornare gradualmente verso il 2%” ma ha aggiunto che, in questo contesto, la Bce “deve stare particolarmente attenta a una potenziale spirale negativa di bassa inflazione e caduta delle aspettative di inflazione”. “Dobbiamo essere preparati se questi rischi emergeranno”, ha concluso Draghi, “la nostra responsabilita’ e’ restare in guardia di fronte ai rischi che l’inflazione non ritorni al 2%”.
