Dzaja prende le redini di JTI Italia: “Innovazione, sostenibilità e sinergie con il Masaf: ecco gli ingredienti del nuovo corso del gruppo" - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 12:52

Dzaja prende le redini di JTI Italia: “Innovazione, sostenibilità e sinergie con il Masaf: ecco gli ingredienti del nuovo corso del gruppo"

Igor Dzaja, nuovo Presidente e Amministratore delegato di JTI Italia, si racconta ad affaritaliani: innovazione, sostenibilità e focus sulla filiera

di Pietro Cifarelli

Priorità 2026, nuove categorie e sostenibilità: la roadmap di JTI Italia tra innovazione e filiera

In uno dei settori più regolati dell’industria dei consumi, il 2026 si apre con un cambio al vertice: Igor Dzaja è il nuovo Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia, chiamato a guidare una fase in cui il comparto ricalibra priorità e strategie, dall’innovazione nelle nuove categorie alla sostenibilità, fino al rapporto con i territori e con la filiera agricola.

Il punto, oggi, non è solo “crescere”, ma come farlo. In Italia, dove pesa anche la capacità di “fare sistema” tra imprese e istituzioni, sul tavolo c’è già un punto concreto: il rinnovo dell’accordo con il MASAF per l’acquisto di fino a 8.000 tonnellate l’anno di tabacco italiano per i prossimi tre anni.

Per capire quali saranno le priorità del nuovo corso, quale visione porterà alla guida di JTI Italia e come legge l’evoluzione del settore nei prossimi anni, affaritaliani ha intervistato proprio Igor Dzaja, il nuovo Ceo di JTI Italia.

Il suo percorso internazionale, maturato in diversi mercati chiave del Gruppo, in che modo influisce sul suo approccio alla guida di JTI Italia?

“Prima del mio arrivo in Italia, ho avuto l’opportunità di conoscere mercati profondamente diversi tra loro per cultura, quadro normativo e dinamiche di consumo. Guidare il Gruppo in contesti come Canada, Irlanda, United Kingdom, Taiwan e Giappone mi ha insegnato quanto sia essenziale comprendere le specificità locali, mantenendo al contempo una visione globale condivisa e coerente. In JTI Italia, questo si traduce nella volontà di operare in continuità con un modello che ha già dimostrato la propria solidità, rafforzando il dialogo con tutti gli stakeholder e favorendo soluzioni equilibrate e sostenibili".

Quali saranno le principali priorità strategiche che intende perseguire nel breve e medio periodo per rafforzare la presenza nel nostro Paese?

“Sono convinto che la priorità sia consolidare il percorso di crescita di JTI Italia attraverso tre direttrici fondamentali: persone, innovazione e dialogo. Continueremo a investire nello sviluppo delle competenze e nella valorizzazione di un ambiente di lavoro che riconosce il merito, perché sono le persone il vero motore dell’azienda. Allo stesso tempo, guarderemo con decisione alle soluzioni più innovative, con particolare attenzione alle nuove categorie di prodotti e all’evoluzione delle esigenze dei consumatori adulti, proponendo risposte in grado di accompagnare il settore verso un futuro più consapevole e sostenibile. In parallelo, resterà centrale il dialogo costante con tutti gli stakeholder. Operando in un contesto in continua evoluzione, un rapporto trasparente con le istituzioni e con l’intera filiera è essenziale per contribuire a un quadro regolatorio stabile e per prestare ascolto alle esigenze delle persone con cui lavoriamo".

In un settore dove il quadro di regole incide su strategie, canali e tempi di sviluppo, l’innovazione non è solo una scelta: è una necessità competitiva. Ed è sulle nuove categorie che oggi si misura, di fatto, la trasformazione in corso.

Viviamo una fase di grande trasformazione economica e industriale, tra innovazione tecnologica e cambiamenti nei consumi anche in un settore particolare come quello del tabacco, qual è l’approccio di JTI all’innovazione di prodotto - in particolare per le nuove categorie?

“È parte della nostra filosofia: per noi l’innovazione è un processo strutturato e di lungo periodo, fondato sull’attenzione al consumatore adulto, sull’ascolto e sul senso di responsabilità. In uno scenario caratterizzato da profonde trasformazioni nei comportamenti di consumo, anche il nostro settore è chiamato a evolvere. Per questo stiamo investendo in soluzioni capaci di rispondere in modo sempre più consapevole alle aspettative. Le nuove categorie rappresentano un pilastro centrale di questa trasformazione.

Non si tratta soltanto di tecnologia, ma di esperienza, qualità e affidabilità. L’eccellente lavoro svolto finora nel comparto ricerca e sviluppo ci consente oggi di proporre prodotti innovativi, frutto di un approccio che integra design, funzionalità e il rispetto degli standard più elevati. L’obiettivo è quello di proseguire in questa direzione, per accompagnare, se non guidare, l’evoluzione del settore in modo responsabile e sostenibile. In questo percorso si inserisce il nostro nuovo device, Ploom Aura, lanciato a novembre del 2025, espressione di uno stile di vita contemporaneo, in cui design, qualità e cultura dialogano tra loro. Attraverso collaborazioni con eccellenze italiane e progetti capaci di valorizzare creatività, musica e linguaggi artistici, infatti, esploriamo nuovi modi di vivere l’innovazione, trasformando il prodotto in esperienze autentiche per i nostri consumatori adulti".

Ma l’innovazione, in un settore così osservato, non basta da sola. Nel racconto di Dzaja conta anche il “contorno”: responsabilità sociale, impatto sui territori e progetti concreti che rafforzino la fiducia attorno alla filiera.

La sostenibilità è un pilastro sempre più centrale per le aziende. In che modo l’impegno di JTI su questi temi si traduce concretamente nelle attività italiane e nei progetti sul territorio?

“Operiamo integrando in modo sistematico gli obiettivi ambientali, sociali ed economici nei processi decisionali, promuovendo modelli di sviluppo responsabili e capaci di generare valore nel lungo periodo per le comunità in cui operiamo. Questo si traduce anche in iniziative sviluppate con realtà d’eccellenza del terzo settore, orientate a rispondere in modo concreto ai bisogni delle comunità.

I progetti promossi mirano a favorire percorsi di inclusione e autonomia per le persone in condizioni di fragilità, attraverso interventi legati sia al supporto alimentare che abitativo, in collaborazione con alcuni partner che operano su tutto il territorio italiano. In questo quadro rientrano anche le nuove forme di vulnerabilità, come la povertà energetica, affrontate mediante iniziative finalizzate a migliorare la qualità della vita e a promuovere un uso più consapevole delle risorse. Un’attenzione particolare è infatti dedicata al benessere dei nostri dipendenti, alla sicurezza, alla formazione continua e alla costruzione di un ambiente di lavoro inclusivo".

Quando si parla di “territorio”, qui il riferimento è anche alla filiera agricola: produzione, investimenti e accordi di lungo periodo. Un pezzo di economia reale che, in alcune aree, significa lavoro e continuità produttiva.

JTI collabora da anni con la filiera agricola italiana. Quali sono, secondo lei, i principali punti di forza del sistema Italia da valorizzare nel contesto europeo e come intende consolidarli nel tempo?

“L’Italia si distingue positivamente nel contesto europeo per l’elevata qualità produttiva, per competenze consolidate e per una riconosciuta capacità di fare sistema tra imprese, istituzioni e territori. La collaborazione con la filiera rappresenta uno dei pilastri più solidi della presenza di JTI nel paese e il nostro impegno è consolidare nel tempo un modello capace di tutelare la sostenibilità economica e sociale della filiera, offrendo certezze operative e prospettive di sviluppo agli operatori coinvolti. Siamo convinti che valorizzare questi punti significhi continuare a investire in relazioni di lungo periodo, fondate su fiducia, stabilità e una visione condivisa.

Ecco perché da oltre 10 anni sosteniamo in modo crescente i produttori e l’intera filiera acquistando tabacco italiano. Un impegno che affonda le radici nel passato ma guarda con decisione al futuro, tanto che nell’ottica di continuare a investire in un asset così fondamentale, a novembre, abbiamo rinnovato il nostro impegno sottoscrivendo un nuovo accordo con il MASAF per l’acquisto di fino a 8.000 tonnellate di tabacco italiano all’anno per i prossimi tre anni. Questo grazie a un dialogo costante tra filiera, imprese e istituzioni che noi, come JTI Italia, da sempre sosteniamo e che promuoviamo come modello di riferimento esportabile anche in altri mercati".

Se dovesse sintetizzare in una parola o in un concetto il cambiamento che sta attraversando oggi il settore, quale sceglierebbe? E come JTI si sta preparando a interpretarlo in modo responsabile e sostenibile?

“Se dovessi sintetizzare in un solo concetto il cambiamento che oggi attraversa il settore, sceglierei proprio la parola “innovazione”. Un’innovazione che riguarda i modelli di consumo, la tecnologia, il quadro regolatorio e le aspettative della società. JTI si prepara ad affrontare questa fase con un approccio responsabile, fondato sull’ascolto, e sulla concretezza delle soluzioni. Evolvere significa saper anticipare le trasformazioni, investendo in ricerca e nelle nuove categorie, ma anche contribuire a un confronto costruttivo con le istituzioni per la definizione di regole equilibrate e sostenibili. È un percorso che richiede visione di lungo periodo e capacità di adattamento, con l’obiettivo di generare valore duraturo per l’azienda, per la filiera e per il Paese".

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