di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
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Il Farinetti-pensiero “Stranamente siamo il Paese del bello che guarda al brutto”. |
“Come si sta comportando il governo Renzi? Bene, gli dare un sette più. Il premier sta cercando di gestire l’imperfezione. Adoro le persone che sanno di essere imperfette, ma si muovono, corrono e cercano di gestire le cose che non vanno. Bisogna mandare però delle persone nuove in Parlamento, di standing alto e per far questo bisogna andare a votare subito dopo aver fatto la legge elettorale. Anche nel 2015“.
Lo spiega in una videointervista ad Affaritaliani.it Oscar Farinetti, fondatore e presidente del gruppo Eataly e vincitore del premio Ernst&Young L’imprenditore dell’anno 2014. “Abbiamo bisogno di cambiare. In questo momento, l’Italia non è così ben rappresentata e dovrebbe diminuire ancora il numero dei parlamentari”, continua l’imprenditore, uno dei grandi sostenitori di Matteo Renzi.
Farinetti spiega poi che l’Italia “non cresce perché c’è un clima psicologico di sfiducia enorme. C’è scarsa coscienza civica e, anche se le esportazioni crescono, unico dato positivo, il Paese esporta ancora troppo poco rispetto alle proprie potenzialità“. E la ricetta per la ripresa, “visto che ormai abbiamo toccato il fondo e da qui si può soltanto ripartire, sta nel rimboccarsi individualmente le maniche, partendo dalla bellezza che caratterizza l’Italia e che ci può aiutare a far meglio di altri popoli”, ma che da sola “non basta”.
E la Borsa, visto che Eataly è il grande atteso a Piazza Affari? Perché Farinetti chiederà soldi al mercato? Cos’ha in mente? “Intanto, ho in testa un concetto di status. Sono favorevole alla Borsa, credo che nel mondo moderno sia l’approccio giusto all’impresa che è il centro di questo sistema sociale che si chiama società dei consumi”, spiega.
“Credo che un’azienda globale come Eataly, l’unica azienda di food globale che va nel mondo per portare il Paese in giro, debba essere degli italiani attraverso la Borsa. Non delle lobby o delle banche, ma delle famiglie che mettono un piccolo chip. E dev’essere controllata, finchè se lo meritano, da azionisti italiani”, aggiunge Farinetti.
L’imprenditore piemontese ritiene che “nella sua concettualità Eataly sia qualcosa che va al di là della semplice impresa, un simbolo di orgoglio e di speranza per tutto il Paese”. “E mi piacerebbe molto – aggiunge – mettere insieme 200 mila famiglie italiane che credono in questo progetto, di cui poi si sentano socie, avendo anche qualche privilegio e sentendosi a casa loro. Insomma, mi piacerebbe andare in Borsa alla vecchia maniera”.







