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Economia
Quattrosoldi/ La psicosi Ebola arriva in borsa: ecco cosa comprare e cosa evitare

di Luca Spoldi

Ricordava in settimana uno strategist di grande sensiblità (e capacità operativa) come Alessandro Fugnoli di Kairos Partners che la pandemia di influenza tra il 1918 e il 1920 colpì oltre un quarto dell’umanità esistente all’epoca (furono contagiate 500 milioni di persone su una popolazione mondiale stimata di 1,9 miliardi di persone), causando la morte, a seconda delle stime, tra il 10% e il 20% di coloro che contrassero l’influenza (ossia tra i 50 e i 100 milioni). Un numero pazzesco visto che l’intera prima guerra mondiale, tra il 1914 e il 1928, aveva mietuto “solo” 17 milioni di vittime, ma che non influenzò eccessivamente i mercati finanziari.

Questa volta con Ebola, che ha finora infettato oltre 7.700 persone causando la morte di 3,338 di esse secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), le cose potrebbero andare peggio e per questo è importante non sottovalutare il problema, specialmente ora che l’epidemia sta mettendo alla prova le strutture sanitarie occidentali, con un primo caso segnalato in Texas (dove sono sotto osservazione un centinaio di soggetti “a rischio”) e l’allarme lanciato già a fine luglio dal premier britannico David Cameron dopo il ricovero di un infermiere colpito dal virus, nel frattempo apparentemente guarito dopo essere stato curato con un farmaco sperimentale.

Proprio il settore farmaceutico è quello più direttamente interessato alla vicenda, ma non l’unico: l’industria del cacao teme ripercussioni, così come il settore aereo e il turismo. Guardiamo anzitutto al settore farmaceutico. Tra i titoli in grado di guadagnare terreno potrebbero esservi Corgenix Medical Corporation (che nell’ultimo anno ha già visto le quotazioni salire di oltre il 30% a Wall Street), società che sviluppa test diagnostici che ha iniziato da giugno a lavorare a una commessa da 2,9 milioni dollari per lo statunitense National Institutes of Health (Nih), dopo aver collaborato in passato con la Tulane University per varie borse di studio finanziate dall’Nih e come subappaltatore per contratti relativi allo sviluppo di diagnostici, vaccini e terapie per virus di febbre emorragica quali Lassa, Ebola e Marburg. Oltre a nuovi kit diagnostici rapidi per Ebola, serviranno nei prossimi mesi e anni anche nuovi farmaci.

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