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Economia
Ecofin, sì agli obiettivi dell'Italia su crescita e riforme
Tra i ministri, il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan, è il più ricco con un retribuzione annua di 216mila euro, ai quali vanno aggiunti poco più di 53mila euro dichiarati

L'Italia incassa il sostegno formale dell'Ecofin agli obiettivi proposti dalla presidenza italiana per un "rilancio di crescita e occupazione attraverso uno sforzo comune di riforme", basato sui tre pilastri del mercato unico, delle riforme strutturali e della promozione degli investimenti, ma si confronta con la consueta freddezza nordica sul concetto di flessibilita' nell'interpretazione delle regole del patto di stabilita' e crescita.

E se il ministro Pier Carlo Padoan, per la prima volta presidente del Consiglio, ha auspicato durante il dibattito pubblico che le regole europee "sostengano esplicitamente gli sforzi per le riforme" utilizzando "gli spazi insiti nel patto di stablita'", e ha considerato "indispensabile rafforzare gli incentivi a realizzarle", il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha ribadito che, anche se "gli obiettivi del governo italiano sono molto ambiziosi", in Europa si aspettano "i risultati delle riforme" avviate e che "non vogliamo la flessibilita' per un paese - ha detto - ma per tutti i paesi".

Anche il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble, con il quale Padoan si e' detto in "totale coincidenza di vedute", ha pero' rimarcato il concetto secondo il quale le riforme strutturali "non devono essere una scusa o un'alternativa al consolidamento fiscale". Lo stesso Padoan ha osservato che si tratta "di due facce della stessa medaglia" e che "il consolidamento fiscale italiano e' fuori discussione, la sostenibilita' del debito italiano fra le piu' forti, le riforme strutturali sono al centro dell'agenda del governo l'Italia".

Anche quando, durante la sua prima conferenza stampa da presidente Ecofin, di fianco al commissario Ue "ad interim" per gli Affari Economici e monetari, il vicepresidente della Commissione Siim Kallas, e' stato sollecitato a commentare le dichiarazioni del premier Matteo Renzi sulla possibilita' di scorporare dal calcolo del deficit gli investimenti per infrastrutture digitali, Padoan ha confermato l'unita' del governo sul rispetto delle regole: all'interno del governo italiano, ha detto, "c'e' pieno accordo sul fatto che la crescita in Europa vada perseguita con tutti gli strumenti disponibili all'interno delle regole esistenti". "Apprendo ora della dichiarazione del presidente del Consiglio", ha aggiunto, mentre Kallas precisava con grande chiarezza che "nessuna spesa puo' essere esclusa dal calcolo del deficit" perche' sarebbe come "aprire un vaso di Pandora".

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