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Economia
Istat, cattive notizie: "Ripresa più difficile, economia in stagnazione"

La ripresa e' piu' difficile, e l'economia italiana presenta segnali di stagnazione. E' quanto si legge nella Nota Mensile dell'Istat che fornisce un quadro sull'andamento dell'economia. "Il recupero della crescita economica si annuncia piu' difficile di quanto prospettato. I segnali provenienti dalle famiglie e dalle imprese sembrano delineare una fase di sostanziale stagnazione dell'attivita' economica anche se emergono alcuni segnali positivi sull'occupazione", spiegano gli esperti dell'istituto di statistica.

"L'attuale fase di debolezza del ciclo produttivo dovrebbe proseguire nel terzo trimestre". In riferimento alle prospettive a breve per l'economia italiana, l'Istat spiega che "negli ultimi mesi si sono intensificati i segnali di difficolta' nell'avvio della ripresa. Le famiglie, colpite dalla crisi e dalle implicazioni di necessari aggiusta-menti del bilancio familiare, si mantengono ancora caute nelle decisioni tra consumo e risparmio. Il sistema delle imprese continua a risentire negativamente dalla debolezza delle condizioni interne di domanda e del non brillante andamento della domanda estera".

Tenendo conto delle informazioni piu' recenti, nel secondo trimestre l'attivita' produttiva dell'industria (al netto delle costruzioni) risulterebbe, in base al modello di previsione mensile, moderatamente negativa. L'attuale fase di debolezza del ciclo produttivo dovrebbe proseguire nel terzo trimestre "come indicato dall'indicatore composito anticipatore, costruito a partire da un insieme di variabili (qualitative, quantitative) selezionate in base alla capacita' di anticipare le fasi del ciclo economico (in media di circa 3-5 mesi). Tale indicatore, aggiornato a giugno, appare in lieve rallentamento". Tuttavia, precisa l'istituto di statistica, la spesa in beni capitali potrebbe essere favorita nella seconda meta' dell'anno dal miglioramento delle condizioni di liquidita' delle imprese e dalle operazioni di rifinanziamento a tasso agevolato annunciate dal consiglio direttivo della Bce a giugno (Targeted Long-Term Refinancing Operations). Queste potrebbero favorire l'accesso a fonti di liquidita' a medio termine per famiglie e imprese a costi piu' contenuti.

La disoccupazione scende al 12,3% a giugno. Minimo da 10 mesi. Ma cresce quella giovanile: al 43,7% - Il tasso di disoccupazione in Italia e' sceso al 12,3% a giugno dal 12,6% di maggio, toccando il minimo da 10 mesi. Lo segnala l'Istat. Sui dodici mesi si registra, pero', un incremento dello 0,1%. Sale invece a nuovi record la disoccupazione giovanile, pari al 43,7%, in crescita di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,3 punti nel confronto tendenziale. A giugno 2014 gli occupati sono 22 milioni 398 mila, in aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente (+50 mila) e sostanzialmente invariati su base annua. Il tasso di occupazione, pari al 55,7%, cresce di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 153 mila, diminuisce del 2,4% rispetto al mese precedente (-78 mila), mentre aumenta dello 0,8% su base annua (+26 mila).

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni rimane sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente mentre diminuisce dello 0,9% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattivita', pari al 36,3%, rimane invariato in termini congiunturali mentre diminuisce di 0,2 punti percentuali su base annua. I dati "insieme con quelli recenti che hanno segnalato una ripresa della fiducia di imprese e famiglie, confermano la concreta possibilita', per il nostro paese, di riprendere la strada della crescita", ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, "questi segnali vanno incoraggiati e sostenuti con una rapida ed efficace azione politica e legislativa che aiuti gli investimenti e i consumi". Sconforto anche dai sindacati: "i dati Istat ci danno un'indicazione precisa, cioe' che non c'e' ripresa occupazionale se il tasso della disoccupazione giovanile sale al record di 43.7%", afferma il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, aggiungendo che "se non c'e' una ripresa consistente dell'occupazione dei giovani e dei lavoratori over 50 la pressione sociale sara' molto alta nei prossimi anni, cosi' come se non si riformano gli ammortizzatori aumenteranno i licenziamenti". L'Istat ha inoltre diffuso oggi anche i dati preliminari sull'inflazione, che ha segnato a luglio un -0,1% rispetto a giugno e un +0,1% rispetto a luglio 2013. Si tratta del livello piu' basso dall'agosto 2009. Tocca invece la flessione maggiore dal 1997 il 'carrello della spesa', ovvero il prezzo del paniere dei beni piu' acquistati (prodotti alimentari, per la cura della persona e della casa), sceso dello 0,6% rispetto a luglio 2013. Su base mensile il calo e' stato dello 0,7%

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