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Economia

Il primo semestre del 2015 si chiude all’insegna del nervosismo sui mercati finanziari, con la “questione Grecia” a tenere banco generando incertezza ed offuscando i risultati effettivi. I dati oggettivi che cosa ci raccontano? Il quadro dei primi sei mesi è caratterizzato da mercati azionari chiaramente positivi (+3.01% Indice globale MSCI World Local Currency) con le borse Euro in grande crescita (+8.83% Eurostoxx50). Un risultato che deriva certamente da un ottimo inizio d’anno, con le incertezze degli ultimi mesi capaci tuttavia in parte di alterare il risultato finale. E’ stata decisamente alta la selettività sui mercati: l’azionario Italia è cresciuto di ben il 18% con Francia, Germania e Spagna sopra al +10%, mentre Inghilterra e Svizzera chiudono il semestre addirittura in negativo. Solo marginale il progresso degli Stati Uniti (+0.20%) mentre il Giappone (+15.8%) risulta tra i Best Performer inanellando due trimestri di crescita significativa. Salgono (+1.67%) anche gli emergenti trainati da Russia (+18%) Hong Kong (+11%) e Brasile (+6%).

La crisi greca non è ancora archiviata per il momento, ed anzi l’allontanarsi della risoluzione sta generando molto nervosismo sui mercati. E questo è l’elemento di breve termine su cui maggiormente si stanno concentrando gli operatori dimenticando, in parte, quello che è il reale andamento dell’economia ed in seconda battuta le attese circa l’evoluzione dei tassi di interesse sia in Usa che in area Euro. Evidenziamo come, a fronte di una evoluzione dello scenario favorevole ad un accordo sulla Grecia, sul lato economico insistano scenari positivi per i mercati azionari, in particolare per l’Area Euro con i paesi periferici che presentano ad oggi il miglior rapporto rendimento-rischio.

Lo scenario della prima metà dell’anno è certamente caratterizzato anche dai risultati incerti che arrivano dagli investimenti obbligazionari. I tassi, sulla parte lunga della curva sono saliti sia in America che, a sorpresa, in area Euro, generando flessioni significative e perdite in conto capitale. Dopo qualche mese di normale dinamica questo trimestre registra solo negatività, -6.25% le obbligazioni Italiane, -4.5% la Germania, -2% i bond Usa, -3.4% i governativi UK e -1.0% l’obbligazionario Emergenti. Un quadro inaspettato per l’investitore obbligazionario abituato solo alle dinamiche positive degli ultimi anni. Ribadiamo come resti elevata in ottica ciclica la preoccupazione circa la sostenibilità di uno sviluppo positivo.

I recenti movimenti rialzisti, molto improvvisi ed ampi, che hanno interessato in particolare i rendimenti Euro, difficilmente troveranno una immediata prosecuzione, tuttavia rappresentano un primo passo del percorso di salita tassi che con alte probabilità accompagnerà i mercati nei prossimi semestri. Sul lato valutario l’Euro recupera forza nei confronti dello Yen e soprattutto del Dollaro, intonando in ottica maggiormente positiva le attese per l’inizio del nuovo trimestre. Chiudono il quadro le materie prime; la recente flessione del Petrolio non muta un risultato semestrale molto buono (+10%), mentre l’Oro, ritenuto bene rifugio per eccellenza, non raccoglie significativi flussi in acquisto, nonostante l’aumentata incertezza sui mercati finanziari.

Per il MESE DI LUGLIO viene parzialmente diminuita l’esposizione azionaria complessiva.

tabella ambrosetti
 

A livello di allocazione gli asset si concentrano sugli investimenti a favore delle principali macro-aree con la contestuale chiusura delle posizioni sulle tematiche settoriali. In termini relativi resta equilibrato il peso fra Area Euro, Giappone ed America mentre si riducono gli Emergenti. A livello qualitativo vengono annullati gli investimenti su azionario Italia e Spagna. Rivista in parte la componente obbligazionaria con riposizionamento verso governativi Euro.

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Tags:
effetto greciasemestremercati finanziari
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