A- A+
Economia
Electrolux: "Dimezziamo i salari". Sciopero e polemica


 

electrolux
 

Lavoratori, politici locali e nazionali e governo alla ricerca di una soluzione per Electrolux. Gli operai degli stabilimenti di Susegana e Porcia sono scesi in sciopero e i sindacati ribadiscono la richiesta che la vertenza sia presa in carico direttamente dalla presidenza del Consiglio. L'azienda ieri ha ridimensionato la notizia di un dimezzamento dei salari spiegando che la proposta è di una riduzione di 3 euro per ora lavorata, equivalente a meno 130 euro mese. Un'idea ritenuta comunque provocatoria e offensiva dal sottosegretario Simona Venturi e criticata da molti esponenti politici. Il ministro Flavio Zanonato si dice da parte sua certo che si arrivera' ad una soluzione ed assicura che lo stabilimento di Porcia non chiuderà.

"Noi ci siamo posti sul terreno di trovare una soluzione per consentire alle grandi aziende di rimanere in Italia e continuare a produrre ed esportare - ha affermato Zanonato - Ci stiamo muovendo in questa direzione". L'incontro al ministero con le Regioni e poi con sindacati, parti sociali e azienda e' stato accolto come "una buona notizia" dal presidente della regione Veneto Luca Zaia: "Noi difendiamo la partita di Electrolux e vogliamo essere attori della vertenza". "Se chiudesse Electrolux, sarebbe come se chiudesse la Fiat a Torino", ha detto, invitando quindi il governo ad affrontare la vertenza "come le altre di rilievo nazionale, tipo Alitalia, Ilva o Fiat". "Vorremo - ha sottolineato - che la questione fosse affrontata in maniera tonica e anche muscolare, come le altre grandi vertenze nazionali". Zaia ha anche smentito che ci siano divisioni fra i presidenti delle quattro Regioni dove insistono gli stabilimenti. "Siamo come i 4 moschettieri e soprattutto non vogliamo una guerra fra poveri". Domani quindi nuovo 'round' con i due incontri al Ministero dello Sviluppo tra azienda e Regioni e poi con i sindacati.

 

"Electrolux dovrebbe tagliare lo stipendio allo Stato, non ai lavoratori". A suggerirlo è Beppe Grillo, in un duro attacco sul suo blog al governo e a uno 'Stato pappone'. "La svedese Electrolux, che produce elettrodomestici, avrebbe chiesto un taglio dello stipendio dei suoi dipendenti da 1.400 euro a 800. In caso di rifiuto trasferirà la produzione in Polonia e in Ungheria. In seguito e' stato comunicato che il sacrificio è di minore entità. L'Electrolux ha 3.900 dipendenti in quattro stabilimenti: Solaro, Forli', Susegana e Porcia. Quest'ultimo, vicino a Pordenone, sarà chiuso in ogni caso e le 1.200 maestranze licenziate", ha ricordato. "E' subito partita la canea dei sindacati, dei 'ricatti occupazionali', del 'comportamento inaccettabile', ma anche della 'dittatura dei mercati' e della 'Europa matrigna'. Un pianto unico, lacrime di coccodrillo", ha spiegato.

"C'e' perfino chi si appella al governo, a Zanonato e a Letta Nipote. Non è ancora partita una supplica a Napolitano reduce dalla Terra dei Fuochi e una raccolta di firme dei radical chic per lo Ius Electrolux", ha proseguito Grillo. "Questione di tempo. L'Electrolux leva le tende e taglia i salari e nessuno si chiede il perche'. E' il segreto di Pulcinella e di Saccomanni, quello che passa il suo tempo dentro un tunnel ad aspettare la luce. L'Italia ha tra i piu' bassi stipendi d'Europa e il costo del lavoro piu' alto. Non e' una contraddizione. Quasi tutto si perde per strada come in una conduttura bucata", ha assicurato. "Tra l'azienda e le maestranze c'e' il pappone: lo Stato. Un'azienda paga circa 2,5 volte lo stipendio reale: 1,5 allo Stato, 1 all'operaio o all'impiegato. Per dare 1.400 netti Electrolux ne sborsa circa 3.500", ha insistito il leader del Movimento 5 Stelle.

"Sarebbe logico e corretto quindi che in una situazione di difficolta', lo Stato rinunciasse a parte dei suoi ricchi e ingiustificati introiti e non il dipendente. E sarebbe alquanto meritorio se lo Stato non spolpasse le aziende e i lavoratori con una tassazione immonda e cominciasse immediatamente a diminuirla per dare ossigeno all'economia reale. Perche' un'azienda straniera dovrebbe venire, o restare, in Italia? Per pagare piu' tasse a uno Stato che dilapida buona parte dei suoi incassi di 800 miliardi all'anno? Se altrove il costo del lavoro e' piu' basso, l'azienda andra' in Polonia, in Irlanda, in Romania, in Spagna e perfino in Germania", ha avvertito. "Quasi ovunque in Europa il costo del lavoro e le tasse sono minori, la burocrazia non e' asfissiante come in Italia, la giustizia funziona meglio (in Italia ci sono 9 milioni di processi pendenti) e i servizi, a iniziare da quelli digitali, esistono veramente, non solo nelle pubblicita' del governo", ha sottolineato, "Electrolux dovrebbe tagliare lo stipendio allo Stato, non ai lavoratori".

Tags:
electrolux
i più visti
in evidenza
Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane

Esportazioni

Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane


casa, immobiliare
motori
Al Villa D’Este debutta la Mostro Barchetta Zagato Powered by Maserati

Al Villa D’Este debutta la Mostro Barchetta Zagato Powered by Maserati

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.