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Economia
"Il governo vuole espellere l'industria". Denuncia choc dell'economista

twitter@andreadeugeni

"Il cuneo fiscale è solo una parte del problema. Se un'azienda produce in Italia, a parità di business, con l'Imu sui capannoni industriali, di fatto ha un total tax rate dell'80%. E non ci sono dubbi: il governo vuole espellere l'industria e otterrà ciò che vuole. Le decisioni parlano da sè. Le aziende se ne andranno". Lo spiega ad Affaritaliani.it l'economista della Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di strategia aziendale (nella foto sotto) intervistato sul caso Electrolux e sull'allarme desertificazione industriale appena lanciato dalla Confindustria.

"L'Imu sui beni strumentali, tassa introdotta dallo Stato per pagare chissà cosa, si basa su un concetto sbagliato: non esiste che venga tassato presuntivamente un reddito di un capannone che non dà reddito, perché vuol dire tassare il bene ancora prima che possa creare  unvalore aggiunto", spiega. "La Fiat, la più grande azienda italiana, se n'è appena andata. E la politica non ha nemmeno capito ciò che è successo. Fare industria nel nostro Paese è proibitivo", aggiunge poi l'economista.


L'INTERVISTA

Il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi ha preso carta e penna e ha scritto al premier Enrico Letta per citare il caso Electrolux come esempio emblematico dei deficit strutturali che penalizzano la competitività dell'industria italiana e denunciando "il rischio desertificazione industriale". E' d'accordo?
"Più che rischiarla, direi che la desertificazione industriale è in corso. In questi cinque anni di crisi, il Paese ha perso il 23% di capacità produttiva. Il governo sta assistendo in maniera statica a una progressiva moria di Pmi e a una migrazione di grandi imprese. Ricordo che questa settimana la Fiat, che è la più grande azienda del Paese, ha appena deciso che l'Italia non sarà più casa sua, perché 'non ci sono le condizioni legali e fiscali', ha detto Marchionne, per continuare a produrre qui. Una notizia di quelle che rimangono sui libri di storia. L'ultimo rapporto Prometeia-Bocconi dice se un'azienda produce in Italia, a parità di business, con l'Imu sui capannoni industriali di fatto ha un total tax rate dell'80%. La stessa azienda, se produce fuori dai confini nazionali, ha un tax rate del 30%. Con un delta fiscale di quest'entità, nessun imprenditore è in grado di giustificarlo ai propri azionisti".

E quindi?
"Le imprese hanno un dovere diverso, che è quello in primis di rimanere sul mercato e poi remunerare il capitale e il lavoro. Se non sono in queste due  condizioni, emigrano. Le aziende votano con i piedi".

E cioè?
"Siccome non possono esprimere la loro preferenza elettorale con le mani, lo fanno con i piedi: scelgono di andare via. Gli imprenditori delocalizzano. Lo spostamento delle sedi produttivie e delle sedi legali è ormai in corso da 10 anni. Le prime delocalizzazioni sono apparse alla fine degli anni '90. E non è soltanto un problema di costo del lavoro, ma anche di certezza del diritto, di tempi di esecuzione delle infrastrutture, di libertà di insediamento o di modifica e di flessibilià. In Italia le condizioni per fare industria sono proibitive. Quindi, Confindustria non solo ha ragione, ma doveva dirlo molto tempo prima e più chiaramente".

E il caso Electrolux, lo stabilimento friulano è ormai spacciato?
"Il colosso svedese degli elettrodomestici è un'azienda con una grande cultura del controllo di gestione, sa molto bene quello che fa e quest'anno ha perso 112 milioni di euro nel solo quarto trimestre. Peggio di quanto previsto dagli analisti. Non sta barando, quindi. E' evidente che con questi numeri di bilancio, il managemet svedese ha dovuto lanciato un alert. Ed è chiaro che intervenire sul costo del lavoro è l'extrema ratio per un dirigente d'azienda".

carnevale maffè
 

Perché?
"Perché si interviene sul muscolo fondamentale di un'organizzazione che sono le risorse umane ed è la cosa peggiore che si può fare. Ma se non si ha altre alternative come si può fronteggiare il calo della redditività? Fare selezione fra gli stabilimenti e il personale è, ovviamente, un dramma, ma se la nave affonda, andiamo a picco tutti. Putroppo, i numeri del sistema Paese sono questi".

Quali?
"Un cuneo fiscale che è solo una parte del problema. Io parlo di total tax rate di cui fa parte anche l'Imu sui beni strumentali, tassa introdotta dallo Stato perché deve pagare chissà cosa. Azione che si basa poi su un concetto sbagliato".

Quale?
"Il concetto che non esiste che venga tassato presuntivamente un reddito di un capannone che non dà reddito, perché vuol dire tassare ancora prima che il bene possa creare valore aggiunto. E' un controsenso industriale. A questo punto non ci sono dubbi".

Su cosa?
"Il governo vuole espellere l'industria e otterrà ciò che vuole. Le decisioni parlano da sè. Le aziende se ne andranno. L'esecutivo avrà il deserto industriale".

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