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Nel corso della giornata di apertura della sesta edizione della Settimana Internazionale della Salute e Sicurezza, Conti ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime sul lavoro durante il quale ha citato tutte le vittime. "Ahimè non è la prima volta che mi succede di doverlo fare. Ma non sarò contento finché non sarà una manifestazione senza dover citare persone che sono scomparse perché stavano lavorando con noi. E' questione di comportamenti, di attenzione, di esempi ed è questione anche di attrezzature e di formazione", spiega.

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Ecco perché Enel sta mettendo "enorme impegno per la qualificazione delle ditte appaltatrici, per dare tutti gli strumenti di prevenzione e tutti i procedimenti di lavoro in grado di garantire questi standard - spiega ancora -. Fino ad arrivare al punto di sollecitare le persone allo stop-work, cioè a interrompere le attività se queste vengono percepite da chi è lì come rischiose".

Conti parla anche dei conti economici, salutati con favore in borsa per la riduzione importante dell'indebitamento. Che cosa si prevede per Enel? "Si prevede un anno come quello che abbiamo appena trascorso, un anno molto impegnativo, in cui ci rimboccheremo le maniche perché i piani vengano rispettati". Ma per i numeri "è ancora presto".

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Squinzi ad Affari: "Abbiamo il potenziale per essere in sicurezza"
 

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E sulla situazione dell'Italia, che appare depressa, con le pile scariche? "Il dato positivo è che sembra che ne stiamo uscendo, anche se per ora i dati sono modesti", conclude il manager. Il fondo l'abbiamo toccato? "Probabilmente sì: siamo trainati molto dall'export e ora dobbiamo rilanciare la domanda interna. Per farlo c'è bisogno di un governo che prenda con coraggio la decisione di mettere al centro il cuneo fiscale". Stabilità dunque? "Stabilità, stabilità, stabilità".

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Economia

 

 

Infortuni dimezzati: Enel regina di sicurezza sul lavoro

"La sicurezza è uno dei valori fondanti della nostra azienda che si è sempre dimostrata capace di migliorarsi. Un'azienda in grado di raggiungere gli obiettivi economici ma anche di realizzare gli obiettivi valoriali, come quello della sicurezza e dell'attenzione all'ambiente". Spiega così Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale dell'Enel, in una videointervista al direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, l'impegno del colosso elettrico sul fronte della sicurezza sul lavoro.

Obiettivo? "Zero infortuni. E' uno zero positivo e c'è molta enfasi su questo zero che in tante aziende, per fortuna, è una realtà già conseguita e mantenuta. Già cira 90 delle nostre unità da tempo sono a zero incidenti e questo dimostra che è possibile farlo e che dobbiamo istillare ancora di più questo concetto di attenzione, di prevenzione, di buoni comportamenti. Io ogni volta che inizio una riunione la prima cosa che chiedo è l'indice di sicurezza, prima ancora dei risultati economici, proprio perché deve essere chiaro che siamo seriamente impegnati a realizzare questo obiettivo", spiega ancora Conti.

Che racconta: "Lavoravo per una multinazionale americana del petrolio, della chimica e della plastica e dovunque andassi trovavo questa cultura della sicurezza e l'idea che un'azienda sicura è migliore e attrae i migliori talenti".

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Guarda la videointervista a Fulvio Conti del direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino
 

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Nel corso della giornata di apertura della sesta edizione della Settimana Internazionale della Salute e Sicurezza, Conti ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime sul lavoro durante il quale ha citato tutte le vittime. "Ahimè non è la prima volta che mi succede di doverlo fare. Ma non sarò contento finché non sarà una manifestazione senza dover citare persone che sono scomparse perché stavano lavorando con noi. E' questione di comportamenti, di attenzione, di esempi ed è questione anche di attrezzature e di formazione", spiega.

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Conti parla anche dei conti economici, salutati con favore in borsa per la riduzione importante dell'indebitamento. Che cosa si prevede per Enel? "Si prevede un anno come quello che abbiamo appena trascorso, un anno molto impegnativo, in cui ci rimboccheremo le maniche perché i piani vengano rispettati". Ma per i numeri "è ancora presto".

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