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Economia
Energia, Enel anticipa l'uscita dal carbone al 2027. 90% di investimenti green
Francesco Starace (fonte Lapresse)

Energia, Enel: previsti investimenti da 40 miliardi di euro

Il Gruppo Enel prevede di investire direttamente circa 40 miliardi di euro, di cui circa 38 miliardi di euro tramite il modello di business di Ownership, e circa 2 miliardi di euro tramite il modello di business di Stewardship, mobilitando al contempo 8 miliardi di euro provenienti da terzi. Lo afferma la società nel piano 2021-2023. Oltre il 90% degli investimenti di Enel su base consolidata saranno in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (“Sdg”) delle Nazioni Unite. Inoltre, in linea con i calcoli iniziali di Enel, tra l’80% e il 90% dei suoi investimenti su base consolidata sarà allineato ai criteri di Tassonomia Ue grazie al suo sostanziale contributo alla mitigazione del cambiamento climatico. Il tasso di crescita degli investimenti rispetto al piano precedente dovrebbe attestarsi al 36% circa. 

Per quanto riguarda gli investimenti pianificati nel quadro del modello di business di Ownership,oltre la metà sono dedicati alla Global Power Generation, con circa 17 miliardi di euro destinati alle Rinnovabili, che porteranno ad una capacità installata totale da fonti rinnovabili su base consolidata di 60 GW nel 2023 (+33% rispetto al 2020).Il Gruppo accelererà ulteriormente il processo di decabornizzazione aumentando la capacità da fonti rinnovabili in modo da più che compensare la dismissione di impianti termici. Di conseguenza, si prevede che le emissioni di CO2 Scope 1 del Gruppo diminuiscano di oltre il 30% dal 2020 al 2023, ben posizionando il Gruppo verso l’obiettivo di decarbonizzazione science-based per il 2030, pari a una riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 2017, in linea con lo scenario 1,5°C. 

Energia, Enel anticipa l'uscita dal carbone di tre anni 

Enel vuole anticipare l'uscita dal carbone dal 2030 al 2027.  L'ad Francesco Starace, presentando la strategia dell'azienda, ha dichiarato: "Pensiamo di uscire al 2027 e non nel 2030 come comunicato lo scorso anno, quindi con un anticipo di 3 anni", ha spiegato il manager. "Acceleriamo quindi il processo di dismissione del carbone con una quota di produzione dal carbone che scende al 7% nel 2020 rispetto al 28% nel 2017", ha detto. 

E inoltre l'azienda Enel si è mostrata aperta ad acquisizioni e fusioni soprattutto nella distribuzione e meno nella generazione. Lo ha affermato l'ad del gruppo Francesco Starace durante la conference call con gli analisti sul piano 2021-2023. "Il nostro approccio verso fusioni e acquisizioni è sempre un approccio aperto. Siamo stati attivi anche in passato a volte con alterni risultati. Ci piacciono gli asset di distribuzione più che di generazione. Pensiamo che la tendenza continuerà in futuro e proseguiremo con azioni in questa direzione, soprattutto nelle reti di distribuzione. Considereremo le opportunità che si presenteranno", ha spiegato. Su Open Fiber, di cui il gruppo possiede il 50% ha sottolineato: "Vogliamo monetizzare quando vediamo un'opportunità in linea con il nostro interesse. Abbiamo sviluppato un modello originale che fornisce fibra a prezzi competitivi a tutti. In quattro anni abbiamo più che raddoppiato la capacità dell'incumbent nelle connessioni e oggi vediamo l'opportunità di monetizzare questo valore che abbiamo creato. Vogliamo replicare questo modello anche in altre parti del mondo dove ci sono condizioni simili". 

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