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Economia
Eni, Descalzi scrive ai dipendenti: "In Nigeria corretti come sempre"

In Nigeria "ci siamo comportati correttamente ed eticamente come sempre facciamo". Lo afferma Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, in una lettera ai dipendenti, pubblicata da Huffington Post. Il manager, secondo quanto riportato nei giorni scorsi, e' indagato per una presunta maxitangente da 1 miliardo e 92 milioni pagata per ottenere un'importante concessione petrolifera in Nigeria.

"Cari colleghi, leggete questi giorni - scrive Descalzi - sui giornali notizie che mettono in discussione l'operato di Eni in Nigeria e che mi toccano personalmente. Voglio che voi sappiate con certezza che l'acquisto del blocco OPL 245 e' stato condotto correttamente e nel rispetto di ogni normativa da parte di tutti coloro che ci hanno lavorato, a cominciare da me".

Inoltre, scrive ancora l'amministratore delegato, "nel 2011 con Shell, nostro partner al 50%, abbiamo sottoscritto accordi unicamente con il Governo nigeriano, per il rilascio della licenza, versando il corrispettivo della stessa al governo nigeriano, entita' sovrana nel definire la titolarita' delle licenze minerarie".

ECCO LA LETTERA

Cari colleghi,
leggete questi giorni sui giornali notizie che mettono in discussione l'operato di eni in Nigeria e che mi toccano personalmente.
Voglio che voi sappiate con certezza che l'acquisto del blocco OPL 245 è stato condotto correttamente e nel rispetto di ogni normativa da parte di tutti coloro che ci hanno lavorato, a cominciare da me.

Nel 2011 con Shell, nostro partner al 50%, abbiamo sottoscritto accordi unicamente con il Governo nigeriano, per il rilascio della licenza, versando il corrispettivo della stessa al governo nigeriano, entità sovrana nel definire la titolarità delle licenze minerarie.
Ci siamo comportati correttamente ed eticamente come sempre facciamo. Tutti i colleghi che lavorano nelle direzioni coinvolte per valutazioni, analisi, negoziazioni e verifiche relative all'acquisizione della licenza, hanno agito nel rispetto dei nostri processi aziendali, come in ogni altra transazione.

Nessuno meglio di voi sa come lavoriamo in eni.
Nessuno meglio di voi sa che ogni attività segue procedure rigorose e che si lavora in team tra varie funzioni aziendali, ognuno contribuendo per la propria competenza.

Confido che il lavoro della magistratura non potrà confermare la correttezza del nostro operato. Le inchieste faranno il loro corso mi auguro che ciò avvenga nel più breve tempo possibile perché una grande azienda come la nostra non può aspettare a lungo.
Anche perché dobbiamo rimanere concentrati e impegnati nell'affrontare una situazione di mercato con uno scenario difficile, che incide profondamente nei nostri business: ripensiamo attività, rinegoziamo contratti e tagliamo i costi - anche attraverso una nuova struttura più compatta ed efficiente - per recuperare valore alle nostre competenze.

Sarà responsabilità mia, del management e di tutti voi vincere queste sfide e rendere la nostra azienda più forte e competitiva.

Claudio Descalzi

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