Di Paolo Scaroni*
In Europa non c’è alternativa allo sfruttamento delle risorse di shale gas, alla luce del forte differenziale dei prezzi del gas tra gli Stati uniti e l’Europa che crea tensione nel settore. Non possiamo sognare di avere un rinascimento industriale in Europa e pagare l’energia tre volte l’America. Lo shale gas in America ha creato una prospettiva totalmente diversa nel mondo, negli Usa il gas costa 4 dollari per Btu, in Europa 10 e nell’Estremo Oriente 15. Preoccupa meno, secondo Scaroni, il mercato petrolifero: 108 dollari al barile è un buon prezzo, è un prezzo elevato, il che dimostra che la domanda c’è.
La differenza fra Eni e tutte le altre grandi compagnie petrolifere del mondo è che abbiamo molto successo nell’esplorazione. Negli ultimi cinque anni, unici nel settore abbiamo scoperto petrolio pari a 2,5 volte quello che abbiamo prodotto. Prima di tutto dovremo sviluppare le risorse che abbiamo scoperto in Congo, Mozambico. Principalmente in Africa ma non solo in Africa. In secondo luogo stiamo progettando di vendere alcune di queste risorse in modo da monetizzare oggi quello che sarà flusso di cassa per il futuro. Infine dobbiamo ristrutturare le nostre attività europee, poiché tutte le nostre attività in Europa registrano problemi a causa della situazione economica.
Eni considera l’Iran un Paese chiave e sta monitorando con attenzione la difficile situazione in Libia. Per noi l’Iran è un Paese chiave, siamo lì dal ’55 e abbiamo ancora un ufficio. Ci piacerebbe tornarci e resto sempre convinto che il miglior modo per tornare in Iran sia rispettare le sanzioni: il regime sarà spinto a trovare un accordo col mondo occidentale e si aprirà per tutti noi.
Quanto alla Libia, non prevediamo miglioramenti nel breve termine: stiamo monitorando la situazione con attenzione, non mi aspettavo che la Libia potesse uscire in sei mesi da 45 anni di dittatura ma in precedenza ero più ottimista di oggi, costruire le istituzioni in Libia sta richiedendo più tempo di quanto pensassi.
Renzi? Quel che mi piace di lui è la sua volontà di agire e di agire velocemente. Ha impeto, è davvero una persona che vuole riformare il Paese e riformare il Paese a volte non equivale a essere popolari. Quando si vuole qualcosa davvero si è già a metà strada.
Il mio quarto mandato? Certamente: sono disponibile per un nuovo mandato. Ho il miglior lavoro del mondo e mi diverto parecchio quindi per me avere qualche altro anno di divertimento sarebbe una buona notizia. E’ un lavoro molto eccitante: si viaggia in parti del mondo dove non va mai nessuno, come il Turkmenistan o l’Angola, siamo nel mondo dei grandi numeri, degli affari internazionali e anche della politica internazionale, perché le risorse sono sempre una questione dei governi.
*Amministratore delegato dell’Eni (intervista rilasciata a Bloomberg tv)
