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Eni, utile netto più che raddoppiato a 2,3 miliardi nel trimestre. E gli azionisti festeggiano: aumenta la remunerazione

L’ad di Eni Descalzi dopo la presentazione dei conti: “Risultati eccellenti, crescita nettamente maggiore dello scenario”

Eni, utile netto più che raddoppiato a 2,3 miliardi nel trimestre. E gli azionisti festeggiano: aumenta la remunerazione
Descalzi, Eni

Eni, utile netto rettificato +43% nel semestre a 3,6 miliardi

Eni archivia il primo semestre 2026 con l’utile netto rettificato a 3,635 miliardi di euro, in progresso del 43% sullo stesso periodo del 2025 mentre nel secondo trimestre di quest’anno si è attestato a 2,333 miliardi in crescita del 106%. Lo rende noto il gruppo energetico rilevando “progressi eccellenti del secondo trimestre che rafforzano le previsioni per l’anno”. L’utile netto del semestre è stato di 4,390 miliardi (+156%) e nel secondo trimestre di 3,319 miliardi con una variazione del +511%.

Il rapporto di indebitamento su base proforma prossimo al 10%, è un “record storico”, spiega Eni. L’utile operativo proforma adjusted (rettificato) nel primo semestre è stato di 8,911 miliardi (+40% sullo stesso periodo del 2025) mentre nel secondo trimestre 2026 è stato di 5,375 miliardi (+100%). Il flusso di cassa operativo ante capitale circolante al costo di rimpiazzo adjusted nei primi sei mesi è stato di 7,347 miliardi (+19%), gli investimenti organici sono scesi del 5% a 3,710 miliardi. Eni rileva una “eccellente crescita della produzione dell’11% su base omogenea, al netto dell’effetto prezzo, a 1,79 milioni di boe/giorno nel secondo trimestre quasi invariata su base sequenziale, grazie all’entrata a regime dei nuovi progetti in Africa Occidentale, nel Golfo d’America, in Norvegia e in Indonesia.

Previsione annuale di crescita della produzione a circa il 5%”. I risultati E&P (esplorazione e produzione) sono stati sostenuti da nuova produzione a elevata redditività e dalla disciplina nei costi, mentre i successi esplorativi e l’avanzamento dei progetti sostengono le prospettive di crescita, spiega il gruppo energetico. I business della transizione – Enilive e Plenitude – sono “ben posizionati per conseguire o superare gli obiettivi annuali di redditività e crescita”, e poi ci sono “nuove iniziative di business per rafforzare il portafoglio di attività” come ad esempio l’ingresso nella catena del valore dei minerali critici attraverso investimenti in Canada e Cile nella grafite e nel litio. Eni evidenzia anche l’accelerazione della riconversione dei principali hub chimici in business della transizione per la realizzazione di una bioraffineria nel sito di Priolo (Siracusa) che sarà affiancata da un impianto di riciclo chimico delle plastiche post-consumo basato su tecnologia proprietaria mentre sono stati avviati i lavori di costruzione presso il polo di Brindisi di un impianto di produzione di batterie litio ferro-fosfato a sostegno della generazione di elettricità da fonti rinnovabili.

Descalzi: “Risultati eccellenti, crescita nettamente maggiore dello scenario”

“La determinazione nell’esecuzione della nostra strategia ci ha consentito di conseguire risultati eccellenti nel II trimestre 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico. Questi risultati derivano dall’efficacia della gestione industriale e finanziaria e crescono in modo nettamente maggiore rispetto allo scenario dei prezzi delle commodity di riferimento”. Il programma di buyback sarà incrementato di ulteriori 600 milioni, fino a 3,4 miliardi. Così l’ad di Eni Descalzi.

Eni, partnership con AC Europe II Scsp che investe 2 miliardi di dollari per upstream

Eni ha sottoscritto un contratto di partnership di lungo termine per la valorizzazione di un portafoglio upstream su base infrastrutturale con AC Europe II Scsp (entità gestita da Ares Credit Management Llc), che prevede un apporto di capitale di 2 miliardi di dollari da parte dello stesso con incasso atteso nel terzo trimestre. Lo rende noto Eni. AC Europe II SCSp ha ricevuto commitment letter vincolanti in linea con la prassi di mercato da parte di fondi gestiti da Ares Credit Management LLC e di Pacific Investment Management Company LLC – PIMCO che coprono in aggregato l’intero importo dell’investimento.

Eni stima un aumento della remunerazione degli azionisti

Remunerazione degli azionisti Eni prevista in aumento considerando il miglioramento dei risultati di Gruppo. Lo indica la società in una nota sui conti del primo semestre 2026 spiegando che sono “migliorate le previsioni sui risultati operativi e di generazione di cassa determinando un nuovo aumento del programma di riacquisto di azioni proprie garantendo agli azionisti una significativa partecipazione agli incrementi di redditività”. Previsto in aumento il programma di buyback per il 2026 a 3,4 miliardi, +20% rispetto alla precedente previsione del primo trimestre di 2,8 miliardi, in linea con la politica di distribuzione agli azionisti del 60% dei maggiori risultati rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi) sotto forma di incremento di buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 dollari/barile.

Alla luce dello scenario di raffinazione significativamente aggiornato (14 dollari/bbl vs dollari/bbl del budget), a condizione che tale livello si mantenga al di sopra del 50% del margine di raffinazione di riferimento (quindi almeno a 9 dollari/bbl rispetto ai 6 dollari/bbl del budget), nel mese di ottobre si deciderà sull’attivazione del dividendo straordinario, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato che, in caso di scenari superiori a 90 dollari/bbl, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione, prevede che il 100% dell’incremento del Cffo sia distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre e sulla base delle sensitivity unitarie; confermata la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).

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