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Eredità Agnelli, ritrovati i quadri scomparsi. Ma potrebbero essere solo copie

Si infittisce il giallo delle opere d’arte sparite, due versioni contrastanti. La Gdf sostiene che siano “custodite al Lingotto”, ma spunta la pista estera

Eredità Agnelli, ritrovati i quadri scomparsi. Ma potrebbero essere solo copie
sullo sfondo Margherita Agnelli in primo piano Lapo , John Elkann e Ginevra Elkann (1)
Eredità Agnelli, ritrovati i quadri scomparsi. Ma potrebbero essere solo copie
Eredità Agnelli, ritrovati i quadri scomparsi. Ma potrebbero essere solo copie
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Eredità Agnelli, ritrovati i quadri scomparsi. Ma potrebbero essere solo copie

Eredità Agnelli, svelato il mistero delle opere d’arte “rubate”. Ma Margherita continua la sua battaglia legale

Svolta nel caso delle opere d’arte sparite appartenenti all’eredità della famiglia Agnelli. La Guardia di Finanza ha comunicato ai magistrati di Milano che indagano sulla scomparsa il ritrovamento dei 13 quadri di grande valore di cui Margherita, mamma di John, Lapo e Ginevra Elkann aveva denunciato appunto la scomparsa e reclamato la legittima proprietà. Le opere d’arte in questione – in base a quanto risulta a Milano Finanza – sarebbero “custodite al Lingotto“, tutte rintracciate e rintracciabili. Un tempo quei quadri arredavano Villa Frescot e Villar Perosa a Torino e una residenza di famiglia a Roma.

Ma sui ritrovamenti esistono due versioni. Il Fatto Quotidiano e Report, in un’inchiesta giornalistica condotta tra Torino, Roma e la Svizzera, hanno ricostruito che gli inquirenti torinesi hanno rinvenuto al Lingotto solo due originali, La Chambre di Balthus e il Pho Xai di Gérome, e invece tre copie di modesto valore di altri tre capolavori: il Glacons effect blanc di Monet, La scala degli addii di Balla e il Mistero e malinconia di una strada di De Chirico. Ma dove sono gli originali? Secondo la Finanza di Milano le opere non sarebbero scomparse, eppure quasi tutte sono delle copie. I dipinti sono stati portati illegalmente all’estero? La vicenda dei quadri diventa un giallo milionario.

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Un nuovo ribaltone quindi nella decennale vicenda giudiziaria che vede contrapposti Margherita ai figli John, Lapo e Ginevra. Questo è quanto risulta in sintesi da una relazione depositata alla Procura di Milano dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf nell’inchiesta che ha portato il gip ad archiviare la posizione di un gallerista svizzero e di un suo collaboratore accusati di ricettazione e a disporre, su suggerimento di Margherita nella sua opposizione alla richiesta di archiviazione, ulteriori accertamenti.