Dopo la morte di Emilio Fede, datata 2 settembre 2025, è scoppiata la faida tra le due figlie del giornalista, Sveva e Simona, per l’eredità del giornalista e della mogloe, l’ex senatrice berlusconiana Diana De Feo. Simona sostiene di aver ricevuto meno di quanto le spettasse e si interroga ora sul valore complessivo del tesoretto di famiglia.
La sorella Sveva replica: “Nessun accesso illecito, ma non faremo più pace”. Uno scontro che è finito in tribunale. Ora si cerca di capire se effettivamente esista un patrimonio nascosto, quattro ville e conti all’estero non emersi dai documenti ufficiali.
“Tutto falso. Su Villa Lucia – spiega Sveva Fede a Il Corriere della Sera – mia madre ha fatto tutte le cose correttamente. Ha lasciato Villa Lucia a me e l’attico di Roma a Simona, che ci vive. Non stiamo parlando di un’estromissione dall’eredità. Mamma però teneva all’unità della famiglia e ha previsto che Simona potesse usare la villa. Era un appello per dire: restate unite, quella casa è nostra da generazioni. Io non mi sono opposta alla sua volontà e le mail testimoniano che ho dato disponibilità di accesso ai figli di Simona che me l’avevano chiesto“.
“Se mia sorella – prosegue Sveva – si sente lesa nel diritto di legittima, se ha questioni da chiarire, può farlo nelle sedi civili, prima che sui giornali”. “Le quattro ville? Non esistono. A Rocca di Papa, c’era un villino dei De Feo. La quota di mia madre è passata a papà, che l’ha venduta, devolvendo il ricavato alla Fondazione Emilio Fede, di cui mia sorella è vicepresidente”.

