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Economia
Lavoro, esodati in piazza a Roma. Chiedono numeri certi dopo due anni

 
Sono pronti a sfidare il maltempo ed una viabilità resa difficile dalla pioggia pur di far sentire la loro voce e le loro richieste fuori e dentro Palazzo Montecitorio. Stiamo parlando degli esodati – ne è atteso un migliaio – che il 6 febbraio invaderanno – promettono pacificamente – la piazza antistante la Camera dei Deputati per richiedere, ancora una volta, la salvaguardia per tutti coloro che hanno lasciato il posto di lavoro, firmando accordi individuali e/o collettivi, entro il 31 dicembre 2011.

Fuori dal palazzo incontreranno l’ex viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, ed il deputato leghista Massimiliano Fedriga, rappresentanti di quel manipolo di parlamentari che dal varo della riforma Fornero sono stati a fianco di chi si è visto, da un momento con l’altro, scippato dei propri diritti. Dentro al Palazzo incontreranno – appuntamento previsto per le 10.30 – la presidente Laura Boldrini. Per gli esodati c’è stata di recente una escalation negli incontri e negli ascolti: di recente, il 24 gennaio, sono stati ricevuti al Quirinale; domani meeting con la terza carica dello Stato.

Ma quali sono le rivendicazioni attuali degli esodati (rimasti)? Vale la pensa di ricordare che finora sono stati varati 5 interventi per questi lavoratori: un decreto di salvaguardia per 65 mila persone; uno per 55 mila; uno per 10130; uno per 6500 (con l’inserimento per la prima volta dei licenziati individuali); da ultimo, con la legge di stabilità per l’anno 2014, un intervento per altre 17 mila persone. Finora, quindi, sono oltre 153 mila i lavoratori sfuggiti alle penalizzazioni della legge Fornero ma, a quanto pare, non basta.

Ci dice Giuliano Colaci, romano, inossidabile animatore della Rete dei Comitati degli Esodati: “Certo parecchie persone possono tirare un sospiro di sollievo ma non va dimenticato che ad oggi la tutela scatta solo per chi, cessato il lavoro entro il 31 dicembre 2011, sarà titolare di una pensione con decorrenza entro il 6 gennaio 2015”. Dopo quella data scatta la tagliola (tanto per restare nel recente linguaggio parlamentare…). Noi invece chiediamo che la salvaguardia secondo le norme ante Fornero si applichi a tutti coloro che hanno firmato accordi entro fine 2011 indipendentemente dalla data della maturazione del diritto alla pensione”.

Due quesiti sorgono spontanei. Quante persone riguarda questa potenziale iniziativa e quanti soldi sono necessari? “L’unica cifra sul monte esodati, ricorda Colaci, fu quella di 390 mila unità fornita dall’ex presidente dell’Inps, Mastrapasqua (sulla quale si scatenò una bagarre, ndr); l’attuale ministro del Lavoro, Giovannini, ha promesso più volte, fin dal suo insediamento, il conteggio puntuale degli esodati ma finora non è pervenuto”. 

Rimane la copertura finanziaria, tema di non poco conto… La legge di stabilità per il 2013 in realtà aveva previsto un fondo di solidarietà ad hoc da finanziarsi anno per anno; i rappresentanti degli esodati fanno però notare – anche alla luce del netto calo delle nuove pensioni nel 2013 rispetto all’anno precedente – che fondi si possono trovare sia nelle salvaguardie in cui è rimasta capienza (si dice che la seconda, quella dei 55 mila, abbia 20 mila circa posti liberi) sia nei risparmi generati dalla riforma Fornero (stimati in 80 miliardi fino al 2020).

Giovanna Guzzetti

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