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Il file è aperto da un po'. Sia da parte di Monica Mondardini e di Carlo De Benedetti, rispettivamente amministratore delegato e presidente del gruppo L'Espresso sia da parte di Franco Bernabè e Severino Salvemini, presidenti rispettivamente di Telecom e della controllata Telecom Italia Media. Ma ora, secondo alcuni rumors raccolti da Affaritaliani.it in ambienti finanziari, potrebbe subire un'accelerazione. Soprattutto dopo che Viacom sarà riuscita a mettere le mani su tutta Mtv.

Perfezionata infatti la vendita di La7 a Urbano Cairo e avviato il cantiere per mettere sul mercato anche il 51% della sua altra emittente televisiva che continua a bruciare cassa, TiMedia si prepara a diventare definitivamente una società infrastrutturale, allargando il suo business (e la redditività) grazie a un accordo con il gruppo L'Espresso. Un riposizionamento del suo core business per tornare a crescere.

L'oggetto dell'intesa sarebbero i redditizi multiplex (Mux) ovvero la banda di frequenze su cui viene trasmessa una serie di canali radio-televisivi. Asset (TiMedia ne possiede tre mentre l'Espresso due) che, a seconda del tipo, vengono valutati dal mercato intorno ai 160 milioni di euro, ma che in futuro, grazie all'entrata a regime dal 2015 del nuovo standard televisivo DVB-T2 (che aumenterà la capacità di ciascun multiplex), potrebbero valere anche di più.

carlo de benedetti


Che De Benedetti fosse interessato ai Mux di TiMedia, tale da prender parte in passato a un eventuale spezzatino della controllata Telecom nel caso Bernabè non fosse riuscito a venderla in blocco, lo si vociferava già lo scorso anno. Ora, che i suoi interessi sono andati ad incrociarsi con quelli di TiMedia, la volontà dell'Ingegnere di valorizzare le proprie attività di operatore di rete che, ai prezzi correnti del titolo, sono invece valorizzate zero dal mercato, potrebbe trovare compimento attraverso la creazione del primo network operator in Italia, a doppio marchio TiMedia-L'Espresso. Una società in cui poi far entrare attraverso uno o più aumenti di capitale riservati diversi investitori istituzionali e in grado anche di affittare in un secondo momento le frequenze ad altri fornitori di contenuti.

E' molto probabile che la costituzione di una società infrastrutturale congiunta passi, però, attraverso un conferimento dei propri multiplex da parte di De Benedetti in Telecom Italia Media Broadcasting, la controllata (al 100%) del gruppo presieduto da Salvemini che si occupa ad hoc delle attività di operatore di rete di trasmissione radiotelevisiva e di cui l'Ingegnere diventerebbe un socio di minoranza. La situazione patrimoniale di TiMedia impone infatti alla società di abbattere il capitale entro un anno dopo che nel 2012 le perdite ne hanno ridotto il patrimonio netto a 3,5 milioni di euro e uno spin-off dell'unico business redditizio ne impoverirebbe ulteriormente il perimetro societario.

Tags:
de benedettitelecom italia media
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