
La partita tra i due principali attori del comparto creditizio italiano, UniCredit e Intesa Sanpaolo, si gioca sempre più anche sui mercati dell’Europa dell’Est. Ma se in Italia entrambi i gruppi sono presenti tanto nelle attività retail quanto in quelle di corporate e investment banking e nell’offerta di servizi di risparmio gestito, a Est del Danubio Piazza Cordusio da anni ha preferito puntare sui mercati retail e corporate, attraverso controllate come Pekao o Bank Austria.
Più defilata finora la posizione di Intesa Sanpaolo, che proprio oggi ha annunciato di aver deciso di rafforzarsi nell’asset management con la costituzione del nuovo “hub” nell’Est Europa nato dalla “collaborazione strategica” di Eurizon Capital con la divisione Banche Estere. Il nuovo polo consoliderà tutte le attività del settore nell’area e nasce con l’intenzione di razionalizzare le partecipazioni esistenti ponendo Vub Asset Management (controllata slovacca con sede a Bratislava) nel ruolo di sub holding a cui fanno capo l’ungherese CIB Investment Fund Management e la croata PBZ Invest. Le tre società alla fine del primo trimestre potevano contare su masse gestite per circa 2 miliardi di euro complessivi che sono così confluite nel perimetro di Eurizon Capital Sgr, cui fa capo il 50,1% del nuovo polo (attraverso la lussemburghese Eurizon Capital Sa).
Le restanti quote del 40,6% e del 9,3% fanno invece capo alla slovacca Vub Bank e alla croata PBZ Bank. Intesa Sanpaolo punta dunque a sviluppare il risparmio gestito, in particolare in Slovacchia, Ungheria e Croazia, per rafforzare (razionalizzando l’assetto produttivo così da sfruttare sinergie di costo) e mettere a frutto l’internazionalizzazione del gruppo, ormai presente in oltre 40 paesi al mondo. Organi societari dell’hub sono il Supervisory board, presieduto d Daniel Gros, già direttore del Ceps (Centro per gli studi delle politiche europee) e vice presidente (indipendente) di Eurizon Capital Sgr ed Eurizon Capital Sa, con funzione di indirizzo e controllo, e il Management board, guidato da Massimo Torchiana (presidente), con funzione di gestione operativa.
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Completano il Supervisory board Giorgio Di Giorgio (Luiss), Massimo Mazzini (Eurizon Capital Sa), Ignacio Jaquotot (Vub Asset Management) e Dinko Lucic (Pbz Invest), mentre gli altri componenti del Management board sono il Ceo Alberto Castelli, Emiliano Laruccia, Claudio Malinverno e Marian Matusovic. Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Eurizon Capital Sgr, Mauro Micillo, l’iniziativa “rientra in una strategia di potenziamento e diversificazione geografica della presenza di Eurizon Capital all’estero”, dopo l’espansione in Asia (Eurizon Capital è socia al 49% della cinese Penghua Fund Management, mentre Eurizon Capital Sa ha aperto una filiale commerciale a Hong Kong’)
Per Micillo, inoltre, la collaborazione con le banche estere del gruppo nell’Est Europa “‘punta a replicare quanto realizzato in Italia con Banca dei Territori, in termini di servizio e sinergie tra Sgr e collocatore”. In soldoni: in un momento in cui la crisi economica va riducendo il reddito disponibile di molti paesi dell’Eurozona, Italia compresa, con un potenziale futuro impatto negativo in termini di nuova raccolta per il settore del risparmio gestito, Intesa Sanpaolo prova a giocare d’anticipo e a sfruttare un mercato in crescita che ancora per molti anni dovrebbe garantire cospicui flussi commissionali, quello dell’Est vicino e lontano.
Luca Spoldi
