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Economia
rajoy monti
 

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Mentre sui mercati dei government bond si riaccende la sfida fra Italia e Spagna con Roma che alla ricerca della governabilità torna ad essere il sorvegliato speciale da parte degli investitori internazionali, Madrid cerca di cavalcare l'onda del rilancio varando un piano con "15 misure shock" per ridurre il tasso dei senza lavoro. Tasso che in Spagna ha toccato dopo la Grecia il massimo del 26% (oltre il 50% fra gli under 25).

Fra le misure, dal costo complessivo di 3,485 miliardi di cui un terzo verrà finanziato da Bruxelles, vi è la possibilità per i trentenni che avviano una impresa di continuare a percepire i sussidi di disoccupazione per nove mesi oppure addirittura di farsene versare in una unica soluzione l'equivalente dell'intero ammontare. Un provvedimento che punta chiaramente a creare un incentivo per regolarizzare l'enorme quota di economia sommersa che si è creata in Spagna, e che vede tra i suoi beneficiari anche molti di coloro che dichiarandosi formalmente disoccupati percepiscono i relativi sussidi.

Il pacchetto di misure,  annunciato oggi dal premier Mariano Rajoy che ha incontrato le parti sociali, prevede innanzitutto un grande intervento di formazione "ai giovani che non hanno lavoro, né opportunità di occupazione in quanto hanno un deficit di istruzione: sono in 450.000", ha detto il premier. Sono poi previsti questi aiuti alla creazione di imprese, tra cui la riduzione dei contributi sociali per 800 euro l'anno, per tre anni al massimo, a favore di coloro che assumano un giovane con meno di 30 anni. L'Ue per parte sua ha previsto di sbloccare 6 miliardi di euro nel suo bilancio 2014-2020 a favore delle regioni in cui la disoccupazione giovanile superi il 25 per cento.

Scettici però sul piano del governo i due maggiori sindacati spagnoli, l'Ugt e il Ccoo, che parlano di "effetti limitati" dell'intervento se non verrà accompagnato da un riorientamento della politica economia che dia priorità al lavoro rispetto al risanamento dei conti.

Intanto, sul mercato dei titoli di Stato, cambia la percezione del rischio sui Paesi del Sud Europa: Spagna e Italia hanno collocato titoli a un anno (bond con le stesse scadenze), ma Madrid ha registrato rendimenti ampiamente in calo. Bot, invece, con tassi in rialzo. Il Paese iberico ha fatto ancora una volta il pieno in un'asta, collocando  5,83 miliardi di euro di titoli di Stato a sei mesi e ad un anno, contro un obiettivo massimo di 5,5 miliardi, e con tassi in discesa. Sulla scadenza semestrale il rendimento è calato allo 0,794% dallo 0,859% di febbraio mentre su quella annuale è sceso all'1,363% dal precedente 1,548%. La domanda per i titoli a sei mesi è stata di 3,22 volte l'importo offerto, mentre per quelli ad un anno di 1,85 volte.

Poco dopo, è toccato alle all'asta dei Bot, il primo test dopo il downgrade di Fitch. Il Tesoro italiano ha venduto tutti i 7,75 miliardi di euro di Bot a un anno, ma è stato costretto a offrire rendimenti più alti rispetto all'asta precedente. Il tasso di collocamento è salito all'1,280% dall'1,094% di febbraio. La domanda è stata pari a 1,5 volte l'importo offerto, in rialzo da 1,38 dell'analoga asta di febbraio. In sostanza, il vantaggio italiano sulla Spagna è ridotto a 9 basis point:  di fronte all'incertezza politica di casa nostra, gli operatori preferiscono dirottare gli acquisti sulla Spagna.

 

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