Il futuro dell’ex Ilva entra in una fase decisiva. Sul tavolo del governo ci sono due offerte per l’acquisizione degli stabilimenti, quella di Flacks e quella di Jindal, ma il bando resta aperto a eventuali rilanci. Come risulta ad Affaritaliani, infatti, non sarebbero escluse altre proposte prima della chiusura della procedura, prevista entro fine aprile.
Nel frattempo, i commissari straordinari stanno valutando le offerte per individuare la soluzione più solida sul piano industriale e finanziario, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione definitiva in tempi brevi.
Ma i nodi non mancano. Tra le richieste dei possibili investitori c’è la riattivazione dell’altoforno 2, attualmente fermo. Tale condizione sarebbe stata posta per garantire una produzione di circa 4 milioni di tonnellate annue, quantità ritenuta necessaria per sostenere la transizione verso tecnologie più sostenibili, come i forni elettrici.
Ma non è tutto. Resta aperta anche la questione occupazionale. Il passaggio a modelli produttivi elettrici comporterà una riduzione della forza lavoro rispetto al ciclo integrale, oggi pari a circa 10.000 uomini. Ma al tempo stesso verranno trovate altre modalità per integrare eventuali esuberi.
Per questo sono allo studio soluzioni alternative sui territori. A Genova si starebbero valutando nuovi progetti industriali o logistici in aree pubbliche limitrofe agli stabilimenti. A Taranto, invece, si starebbe puntando su interventi di riconversione “brownfield” per creare nuove opportunità di lavoro.

