Si riapre con una sorpresa la partita per Hoepli. Un fondo italiano ha presentato un’offerta per rilevare l’intero gruppo – casa editrice e libreria – con un piano industriale da oltre 20 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato è evitare lo smembramento e rilanciare uno dei marchi storici della cultura milanese, attivo dal 1870. L’offerta, riferisce il Corriere, arriva mentre è in corso la procedura di liquidazione avviata il 10 marzo dai soci, in particolare dai fratelli Barbara, Matteo e Giovanni Hoepli, che controllano la società attraverso fiduciarie. La proposta avrebbe una scadenza ravvicinata, elemento chiave per garantire la continuità dell’attività senza interruzioni nella vendita dei libri.
Un hub culturale al posto della semplice libreria
Non si tratterebbe di un’operazione puramente finanziaria. Il progetto del fondo punta a trasformare la storica sede in un vero hub culturale aperto a un pubblico ampio: giovani, lavoratori, clienti abituali e turisti. L’idea è integrare vendita di libri, eventi e servizi, valorizzando il ruolo della libreria come spazio urbano vivo e multifunzionale. Nel frattempo resta in stand-by l’offerta del Gruppo Mondadori, presentata il 25 marzo e limitata al comparto scolastico. I termini per l’eventuale accettazione sarebbero stati prorogati per consentire alla liquidatrice Laura Limido di valutare tutte le opzioni sul tavolo.
La pista cooperativa: il worker buyout
Accanto all’ipotesi del fondo, continua a muoversi anche il fronte cooperativo. Come già raccontato da Affaritaliani.it Milano, tra le soluzioni allo studio c’è quella del worker buyout, con i lavoratori pronti a valutare un’acquisizione diretta attraverso strumenti cooperativi. In questo scenario si inserisce il bando del Comune di Milano per l’assegnazione di dieci spazi destinati a librerie di prossimità, nell’ambito del programma “Sefémm”. Un’iniziativa che punta a rafforzare i presìdi culturali nei quartieri, privilegiando progetti con forte valore sociale rispetto alla componente economica.
Il quadro resta ad ogni modo complesso. Finora non sono emerse offerte in grado di rilevare l’intero perimetro della libreria e i tentativi di individuare una nuova sede non hanno prodotto risultati concreti. In questo contesto, l’ingresso di un fondo con un progetto unitario e la possibilità di una soluzione cooperativa tengono aperte più strade per evitare la scomparsa di uno dei simboli culturali di Milano.

