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Ex Ilva, il governo apre: più cassa integrazione e freno ai licenziamenti. Ma i sindacati chiedono certezze (che non ci sono)

Vertice cruciale a Palazzo Chigi

Ex Ilva, il governo apre: più cassa integrazione e freno ai licenziamenti. Ma i sindacati chiedono certezze (che non ci sono)
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Il Governo presenta questa mattina ai sindacati, nell’incontro in programma dalle 10 a Palazzo Chigi, il pacchetto di misure per affrontare il problema ex Ilva dopo che la Corte d’Appello di Milano l’11 settembre ha confermato la fermata dell’area a caldo, che avverrà entro fine ottobre, ed ha rigettato le richieste di sospensiva avanzate da Ilva e da Acciaierie d’Italia. Il pacchetto sarà trasferito in un decreto legge che presumibilmente dovrebbe approvare oggi stesso, nella seduta delle 16.30, il Consiglio dei ministri.

Nuova cassa integrazione per i dipendenti diretti di Acciaierie, cassa in deroga per quelli dell’indotto e delle imprese appaltatrici al fine di fermare i licenziamenti collettivi che alcune associazioni di imprese – Aigi per 2.500 persone – hanno già comunicato ma non ancora attivato, misure di accompagnamento all’esodo dei lavoratori e misure per i nuovi investimenti nell’area di Taranto, rientrerebbero nel pacchetto che ha visto il concerto, con la regia di Palazzo Chigi, di vari ministeri: Lavoro, Imprese, Coesione, Economia e Ambiente.

Per la cassa ai dipendenti diretti di Acciaierie, si ipotizza la copertura, nell’intero gruppo, per altri 5.000. Oggi la cassa straordinaria in AdI è autorizzata per 4.500 unità bel gruppo di cui 3.800 a Taranto. Sono numeri massimi consentiti, ma l’utilizzazione reale della cassa è ancora sotto questi numeri. A Taranto, per esempio, sarebbero 3.000 circa. E resta in corso e va avanti la gara per la cessione degli asset dell’ex Ilva a un nuovo investitore.

Oggi è a Taranto una delegazione di acciaieri italiani guidata da Federacciai per una visita agli impianti. Gli industriali del settore hanno infatti presentato una manifestazione di interesse, che ancora deve tramutarsi in offerta, per rilevare la sola area di laminazione che é a valle di quella a caldo. Area di laminazione, detta anche area a freddo, che potrà continuare a funzionare perché non toccata da alcun provvedimento giudiziario ma che, una volta spento l’unico altoforno in marcia a Taranto, il 2, dovrà essere alimentata dall’esterno di bramme di acciaio. La delegazione di Federacciai sarà ricevuta dal commissario AdI, Davide Tabarelli, mentre il commissario Giancarlo Quaranta sarà a Roma all’incontro a Chigi con i sindacati.

Circa l’indotto-appalto dell’ex Ilva, “dobbiamo cercare di capire come mettere in sicurezza il nostro personale – dichiara Nicola Convertino, presidente di Aigi, che ieri pomeriggio a Taranto ha incontrato i commissari di AdI -. Sappiamo che ci sta lavorando il ministro del Lavoro, Calderone, e le misure saranno oggetto della riunione con i sindacati, ma sempre noi, comunque, dobbiamo verificare se le misure ci soddisfano o meno. La cosa che abbiamo chiesto noi è soprattutto la garanzia dei pagamenti, per cui ora dobbiamo fare una ricognizione dei pagamenti per capire la situazione. Siamo stati pagati sino alle fatture di giugno, ma chi ha potuto cedere ai factoring, perché chi non cede ai factoring o è scoperto, sta molti mesi indietro. Adesso ci deve essere pagato da AdI il lavorato di luglio, agosto e settembre”.