La vicenda dell’ex Ilva, con il decreto giudiziario che impone all’azienda di fermare l’area a caldo entro il 26 ottobre poiché inquina ed é dannosa alla salute, torna oggi in Corte d’Appello a Milano. E ci torna a brevissima distanza dall’ultima volta (9 settembre) perché le società in amministrazione straordinaria Ilva ed Acciaierie d’Italia hanno presentato alla Corte d’Appello una nuova richiesta di sospensiva sulla fermata considerato che il 20 ottobre si pronunceranno le Sezioni Unite della Corte di Cassazione. La Corte d’Appello l’11 settembre ha già rigettato la prima istanza di sospensiva e ora sulla seconda ha già espresso un parere negativo alla Corte anche la Procura Generale.
La quale ribadisce quanto già dichiarato l’11 settembre dai giudici dell’Appello, ovvero che “l’attività dell’area a caldo esponga la popolazione a un rischio non procrastinabile, che deve essere eliminato senza ulteriori ritardi, indipendentemente dalla durata del giudizio di legittimità” (quest’ultimo é quello che esprimerà la Cassazione). Per gli avvocati di Ilva, “sarebbe una vera e propria beffa se, all’esito della pubblica udienza dinnanzi alla Suprema Corte (o nei giorni immediatamente successivi), con il piano per lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo sostanzialmente completato, emergesse che i ricorsi per Cassazione di Ilva e AdI sono fondati.
Le imprese dell’indotto-appalto dell’ex Ilva saranno pagate. I committenti ex Ilva e Acciaierie d’Italia soddisferanno i loro crediti relativi a lavori, prestazioni e forniture. Una norma inserita nel nuovo decreto legge 168/2026 (“Misure urgenti in materia di giustizia, di funzionalità del Ministero dell’interno e di impianti di interesse strategico nazionale”) integra infatti quanto previsto per l’ex Ilva nel dl 133/2026 (“Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e disposizioni in materia di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria”), che da alcuni giorni é intanto diventato legge con il voto finale del Senato.
Il nuovo dl, entrato in vigore oggi dopo la pubblicazione ieri sulla “Gazzetta Ufficiale”, stabilisce all’articolo 5 che “gli organi commissariali delle società del Gruppo Ilva S.p.A. in Amministrazione straordinaria e del Gruppo Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria sono autorizzati a effettuare i pagamenti dei debiti, sorti nel corso delle procedure, per la continuità operativa”.


