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Ex Ilva, la situazione è incandescente. Fiom: “Serve un piano straordinario per disinnescare la bomba”

“Necessaria anche la partecipazione pubblica: basta con i privati che prendono i soldi pubblici e poi dopo ci lasciano le macerie”

Ex Ilva, la situazione è incandescente. Fiom: “Serve un piano straordinario per disinnescare la bomba”

Le parole della Fiom

Serve un piano straordinario di intervento che deve riguardare sia i lavoratori dell’Ex Ilva diretti sia i lavoratori degli appalti. Un piano che deve prevedere immediatamente il blocco dei licenziamenti“. Così Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil, al GR Radio 1 Rai. “E’ del tutto evidente – afferma De Palma – che i soggetti privati non garantiscono l’interesse pubblico del Paese, ne’ dei lavoratori, ne’ della decarbonizzazione. Se ci fosse un soggetto privato interessato realmente ad acquisire l’Ex Ilva, e’ necessaria anche la partecipazione pubblica perche’ basta con i privati che prendono i soldi pubblici e poi dopo ci lasciano le macerie, sia da un punto di vista occupazionale che da un punto di vista ambientale della salute e della sicurezza delle persone. Altrimenti avremo 20.000 lavoratrici e lavoratori con il rischio immediato di licenziamento e per altri di una cassa integrazione a zero ore”. Per il segretario Fiom Cgil, “la bomba sociale sta gia’ esplodendo. E’ per questo che e’ urgente la convocazione del tavolo a Palazzo Chigi, da parte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nonostante gli annunci non e’ ancora arrivata”.

La posizione del M5S

L’area a caldo dell’Ilva di Taranto si ferma. Dopo anni di danni ambientali e sanitari gravissimi, che tante famiglie e tanti genitori conoscono sulla propria pelle, si apre finalmente un nuovo scenario. È un passaggio fondamentale per la tutela della salute dei cittadini. Ma adesso dobbiamo pensare anche a chi, per anni, ha vissuto con una paura doppia: quella di ammalarsi e quella di perdere il lavoro”. Così la deputata pugliese del Movimento 5 Stelle, Patty L’Abbate, membro della Commissione Ambiente della Camera. “E allora mi chiedo: non dovrebbe essere questa, oggi, la priorità assoluta? Dare finalmente a Taranto la certezza che nessuno dovrà più scegliere tra la salute e lo stipendio? Il governo Meloni venga in Parlamento e dica con chiarezza cosa intende fare per i lavoratori, per le loro famiglie e per il futuro di Taranto. Non c’è più tempo da perdere. Taranto ha già aspettato troppo”, conclude. 

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