Sulla Ex Ilva i sindacati sono stati convocati per martedì 4 agosto alle ore 10, presso la sala del Parlamentino del ministero delle Imprese e del Made in Italy per un “incontro relativo al futuro dell’impianto siderurgico di Taranto”. Lo riporta una fonte sindacale citata da Askanews e La Presse.
“Per il risanamento e il rilancio dell’ex Ilva serve una presenza forte dello Stato. Chiamarla nazionalizzazione oppure in un altro modo cambia poco: conta la sostanza.” Così il Segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, in un’intervista sulle pagine del quotidiano Avvenire. “Lo Stato – prosegue – deve guidare il rilancio industriale, accompagnare la transizione verso i forni elettrici e costruire una partnership con operatori privati”. Il leader sindacale aggiunge che “anche in altri Paesi europei il rilancio della siderurgia è passato attraverso un ruolo determinante dello Stato. Pensare che il mercato possa risolvere da solo una crisi di questa portata significa esporsi al rischio di un ridimensionamento irreversibile dello stabilimento”.
Rispetto all’incontro a Palazzo Chigi, “si era partiti da una presa d’atto, quasi una resa rispetto alla decisione del Tribunale. Per noi era un’impostazione inaccettabile, perché avrebbe significato definire un cronoprogramma di chiusura dell’area a caldo, con conseguenze pesantissime anche sulle aree a freddo di Genova e Novi Ligure. Alla fine è prevalsa l’idea che serva una proposta straordinaria che metta al centro la questione industriale.” Sulla situazione attuale dell’acciaieria, per il segretario Fim la rimozione dello scudo penale ha “contribuito a cambiare l’atteggiamento di ArcelorMittal, che ha progressivamente smesso di considerare Taranto un asset strategico per il proprio sviluppo”. Per Ulliano “la produzione a caldo va resa compatibile con l’ambiente, non cancellata. Se lo stabilimento venisse fermato diventerebbe più difficile perfino completare le bonifiche. Produzione e risanamento devono procedere insieme”.

