Tanto tuonò che piovve. Il temuto programma di riduzione degli stimoli monetari all’economia da parte della Federal Reserve, che da settimane tiene sospesi i mercati, è arrivato. La banca centrale americana ha deciso di avviare a gennaio l’annunciato ‘tapering’, ovvero la progressiva riduzione del programma ‘Qe3’, che prevedeva l’acquisto ogni mese di 40 miliardi di dollari di obbligazioni garantita da mutui e 45 miliardi di dollari di titoli di Stato.
A partire dal mese prossimo, pertanto, gli acquisti mensili della Fed si ridurranno a 35 miliardi di dollari per le obbligazioni garantite da mutui e a 40 miliardi di dollari per i titoli di Stato. L’importo complessivo degli stimoli monetari scende pertanto da 85 a 75 miliardi di dollari al mese.
E’ l’ultimo atto della presidenza di Ben Bernanke alla Fed, visto che a gennaio si insedierà formalmente Janet Yellen. L’architetto del quantitative easing ha voluto sovrintendere anche all’avvio della conclusione del programma.
La decisione e’ stata presa in base al migliorato outlook dell’economia Usa in termini di graduale riduzione del tasso di disoccupazione e di una economia che continua ad espandersi a un tasso di crescita moderato. In aumento anche la spesa per consumi e investimenti mentre ”la ripresa del mercato immobiliare e’ rallentata”. Il Pil e’ previsto in crescita tra il 2,8% e il 3,2% (tra il 2,9% e il 3,1% nelle stime di settembre), mentre la disoccupazione e’ prevista tra il 6,3% e il 6,6% (tra il 6,4% e il 6,8% nelle stime di settembre). Infine l’inflazione continua a viaggiare ben al di sotto dell’obiettivo di lungo termine del 2%.
La Federal Reserve ha anche confermato che continuera’ a mantenere i tassi di interesse a un minimo storico tra lo zero e lo 0,25% finche’ il tasso di disoccupazione non scendera’ sotto il 6,5%.
Per ora Wall Street reagisce con un rialzo a una notizia attesa da giorni. Subito dopo l’annuncio, il Dow Jones guadagna l’1%, il Nasdaq cresce dello 0,23%.
