Kering, Richemont o qualche mira cinese, Paese dove Ferragamo genera il 35% del suo giro d’affari con una forte presenza? Mentre il Ceo Eraldo Poletto ha fatto un passo indietro, il mercato continua a rumoreggiare su un’offerta in arrivo nei prossimi mesi per la casa di moda, unica fra le blue chips di Borsa ancora a gestione familiare. Una famiglia che però ha più volte precisato di non voler mollare la presa. La spiegazione degli analisti è chiara: l’andamento di un titolo che non smette di sottoperformare nei conti (due profit warning lanciati in meno di un anno) e che rimane abbastanza saldo intorno ai 23 euro circa con volumi può esser spiegato soltanto con il fatto che qualcuno sta continuando progressivamente a comprare.

Stamane al suono della campanella di Piazza Affari, le azioni della casa di moda hanno subito aperto come le migliori sul listino principale della Borsa di Milano con un rialzo superiore al 2% oltre quota 23 euro dopo l’annuncio, arrivato nella serata di ieri, dell’uscita dell’amministratore delegato. Uscita che verrà finalizzata nel board dell’8 marzo (bocche cucite sul successore), chiamato anche ad approvare i conti 2017.
L’andamento al rialzo del titolo si è rafforzato nel corso della seduta: poco prima delle 12, le azioni portano a casa poco oltre tre punti e mezzo percentuali a 23,4 euro, riducendo il bilancio negativo della performance a sei mesi (-2,72%). Periodo in cui l’andamento del business ha rallentato costringendo a dicembre Poletto a lanciare sul mercato l’ultimo allarme sugli obiettivi di medio periodo illustrati nell’investor day del gruppo a inizio 2017.

ll manager chiamato dal presidente Ferruccio Ferragamo a maggio 2016 al posto di Michele Norsa aveva predisposto una strategia che puntava su una svolta digitale conseguita mediante lo sviluppo dell’e-commerce e la riduzione dei punti di vendita fisici e una crescita del margine operativo lordo ottenuta mediante riduzione dei costi. Con l’obiettivo di crescere a velocità doppia rispetto a quella del mercato. Strategia che nel corso dell’anno, però, si è imbattuta in una serie di difficoltà come il rallentamento delle vendite (anche per l’effetto valuta) soprattutto in Asia che ha portato per quest’anno a un calo complessivo dei ricavi (di 1,393 miliardi) del 3,1% (-8,4% nel solo quarto trimestre).
Chi segue da vicino l’andamento del titolo spiega anche che, al di là delle speculazioni, gli investitori puntano anche sul fatto che un nuovo Ceo adotterà immediatamente quei correttivi necessari per consentire alla maison di ritrovare il feeling con il mercato perso nell’ultimo anno: a inizio maggio 2017 il titolo era arrivato a sfiorare i 30 euro, imboccando poi un rapido declino.
“L’uscita di Poletto è chiaramente una sorpresa, ma potrebbe essere inserita nel contesto di un debole track record e obiettivi mancati annunciati alla presentazione del business plan di un anno fa”, sottolineano invece gli analisti di Mediobanca Securities.
