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Economia
Ferrari/ Fiat studia la creazione di una holding in Olanda

La Fiat studia la creazione di una holding per la Ferrari con sede in Olanda. L'idea è stata rivelata dallo stesso amministratore delegato di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne al salone dell'Auto di Ginevra.  Il modello finanziario che il presidente del Cavallino ha in mente per l'azienda di Maranello, prossima alla quotazione in Borsa (solo il 10% entro il terzo trimestre), è una struttura societaria con una holding con sede legale in Olanda sopra la Ferrari Spa. Struttura che sfrutterebbe il diritto olandese dando ai soci stabili la possibilità di un meccanismo di diritti di voto doppi (lo stesso che è già stato adottato per Fiat Chrysler e prima ancora per Cnh Industrial) e che secondo il manager italo-canadese non avrebbe effetti sul marchio, visto che "non bisogna confondere realtà finanziaria e operativa e Ferrari spa rimarrà italiana". Anche se al momento non è stata presa nessuna decisione, Marchionne ha assicurato però che, alla fine, la Ferrari continuerà a fare tutte le sue vetture e a pagare le tasse in Italia.

Il manager ha parlato anche di fusioni: "Chi compra chi, è un discorso secondario. I “merger” del passato sono una cosa preistorica, non serve una logica di servo e padrone. Servono fusioni nel senso di cooperazione e sviluppo industriale". Quanto all’ipotesi di nuovi posti di lavoro: "Se le iniziative che abbiamo in campo, come la nuova Alfa Romeo o il Levante a Mirafiori che entrerà in produzione a fine anno, andranno bene, credo che ci saranno altre assunzioni", oltre a quelle fatte a Melfi. Marchionne ha poi difeso il presidente del Consiglio, che ha appena varato i decreti attuativi del Jobs Act ("era un atto dovuto per aggiornare il sistema di regole sul lavoro. Ha fatto molto per modernizzare il sistema di relazioni industriali in Italia", ha detto sul tema). "Renzi continui a fare il suo lavoro. Ho preso parecchi insulti anch'io, non se ne preoccupi", ha consigliato Marchionne. "Vedo tanta gente che urla sul palcoscenico della politica, mi viene quasi da ridere - ha aggiunto - La disoccupazione sta scendendo, il Pil dicono sia positivo, lo spread è sceso. Quale altro obiettivo abbiamo?".

Infine, il tema della sua successione. "Uno dei miei compiti e dei miei obblighi è creare le condizioni per far nascere il mio successore all'interno dell'azienda. E ci sto lavorando da un bel po'", ha quindi affermato Marchionne. "Le aziende che non lo fanno credo che abbiano dei problemi - ha aggiunto - e noi lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Io ero terzo ad in 24 mesi, e questo non è un buon segnale". "Quest'anno festeggio l'undicesimo anno - ha continuato Marchionne - certo non me ne vado domani, ma lo sviluppo industriale del gruppo e la crescita dei leader di questa casa sono i miei obiettivi".

Marchionne ha anche parlato dell'Ipo della Rossa. Mettere sul mercato oltre il 10% di Ferrari "e' tecnicamente possibile", ha detto a margine della presentazione della 488GTB. "C'e' una carenza di quantita' titoli - ha aggiunto Marchionne - e dunque il problema che si pone" e' mettere sul mercato "la giusta quantita' di titoli: vendere e' estremamente facile, ma poi il problema e' stabilire il prezzo affinche' non ci sia un disequilibrio". Marchionne ha sottolineato che la domanda di azioni Ferrari e' molto alta e ha aggiunto che aumentare la quota da mettere sul mercato "potrebbe abbassare le aspettative. In teoria si potrebbe vendere anche tutto - ha aggiunto Marchionne - ma il problema e' stabilire il prezzo e non creare disequilibri. Il 10% e' poco, ma anche il 20% non risolverebbe il problema della scarsita' dei titoli". Mettere sul mercato una quota di Ferrari "e' un atto dovuto nei confronti degli azionisti di Fca - ha concluso Marchionne - abbiamo ancora tempo per decidere e ci prenderemo il tempo che serve".

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