
Realizzi su Fiat a Piazza Affari dopo i rally registrati nelle ultime cinque sedute sulla scia delle indiscrezioni riguardo a una fusione a breve con la controllata Chrysler. Il titolo cede il 2,25% a 4,67 euro.
A influire sull’andamento del titolo anche i timori che il tribunale del Delaware possa accogliere la richiesta di Veba, il fondo dei sindacati metalmeccanici, e obbligare il Lingotto ad alzare la sua offerta per acquistare la quota del 3,3% di Chrysler in mano al sindacato Usa.
Marchionne vorrebbe pagare la quota in questione 140 milioni di dollari, mentre Veba la valuta 342 milioni. E ieri il tribunale americano si è espresso in via preliminare a favore dei sindacati. Secondo il giudice, la differenza, provocata dai diversi principi contabili utilizzati, non sarebbe discriminante.
Il magistrato del Delaware, Donald Parsons, ha in particolare indicato che una richiesta del Veba di dare pieno valore di mercato alle quote in suo possesso non appare credibile, ma ha anche dichiarato di “propendere” per alcune tesi sindacali nel dibattito sulla valutazione. Quello che non ha fatto sapere a fine udienza e’ come intende procedere e secondo gli osservatori una sua decisione potrebbe non arrivare prima di giugno.
La vertenza è di fondamentale importanza per la scalata del Lingotto nella casa americana, in quanto, qualsiasi sarà il verdetto, fisserà un paletto che inevitabilmente farà da riferimento per le ulteriori crescite nel capitale di Chrysler da parte di Fiat.
Il fondo sindacale ha tuttora in mano il 41,5% di Chrysler, che Fiat intende acquistare in parte grazie a call option entro il 2016. La differenza di valutazione tra Fiat e sindacato, su una iniziale opzione call legata a una quota del 3,32%, e’ di circa 200 milioni di dollari. Il completo controllo di Chrysler e’ considerato essenziale per l’integrazione tra le due aziende. Fiat, stando a quanto rivelato dal Wall Street Journal nei giorni scorsi, sta anche studiando un collocamento alla borsa americana del nuovo gruppo nato dal merger.
