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Economia
Fiat/ Sì alla fusione con Chrysler. I cinesi nel capitale

L'assemblea della Fiat da' il via libera alla fusione con Chrysler, un "salto epocale, un nuovo storico capitolo" secondo Sergio Marchionne, ma i troppi recessi da parte degli azionisti potrebbero far saltare l'operazione. Gia' oggi l'ok dei soci, riuniti per l'ultima volta a Torino, in attesa di spostare la sede del gruppo e delle future assemblee in Olanda, non e' stato unanime: a favore si e' espresso l'84,2% dei presenti, contro il 15,2% (100,1 milioni di azioni), astenuti il resto. Fiat ha posto la condizione che i recessi 'costino' al gruppo un massimo di 500 milioni di euro, riguardando in pratica non piu' di 65 milioni di azioni, a un prezzo di recesso di 7,727 euro ciascuna. Se si dovesse superare questa soglia la fusione non si farebbe "ma non lo vedremmo come un fallimento" ha detto il presidente John Elkann, "la faremmo tra qualche mese o un anno" ha precisato Marchionne; "il rischio del recesso c'e' ed e' totalmente gestibile". Il verdetto si concoscera' entro ottobre, decorso il limite di 60 giorni dopo il deposito del verbale dell'assemblea. Assemblea che ha fornito l'occasione da parte dei vertici per assicurare ancora una volta che "Fiat non sta lasciando l'Italia. Soltanto la societa' holding sara' organizzata ai sensi del diritto olandese - ha detto Marchionne - le attivita' italiane e un impegno generale nei confronti del paese rimarranno immutati". Presidente e a.d. - ha poi precisato - avranno il loro ufficio a Londra. Quanto al ruolo degli Agnelli, "voglio qui confermare l'impegno mio personale e della mia famiglia per continuare a sostenere Fca" ha detto Elkann, contro le voci secondo cui "la mia famiglia sarebbe 'stanca' e vedrebbe di buon occhio un disimpegno per dedicarsi ad altre attivita' meno faticose e meno rischiose". Da parte di entrambi c'e' assoluta fiducia sulle ragioni della fusione. "Oggi inizia il futuro della nostra societa' - ha detto Elkann - vogliamo guardare avanti".

"Non ci accontentiamo di essere mediocri - chiosa Marchionne - ora siamo pronti a compiere il salto di qualita'. Vogliamo portare la Fiat all'altezza delle sfide piu' ambiziose. Questa e' un'azienda che puo' e deve puntare in alto". Il manager ha poi spiegato che "in tutte le scelte che abbiamo fatto e che faremo" nel gruppo Fiat "cerchiamo sempre il giusto equilibrio tra logica di profitto e responsabilita' sociale, tra ritorno economico e sviluppo sostenibile. Anche se siamo una multinazionale non sfuggiamo alla responsabilita' sociale. Siamo radicati nei territori in cui operiamo e vogliamo svolgere un ruolo attivo nello sviluppo delle comunita' insieme alle quali abbiamo pianificato la nostra crescita". La fusione, continua, consente a Fiat di "risolvere il problema" del consolidamento del settore auto, che Marchionne vede "inevitabile". "Altri avranno bisogno di interventi, noi siamo a posto. E sulla possibilita' di cedere il gruppo ai tedeschi reagisce pronto: "Mai, ci abbiamo messo una vita intera per creare questa realta'". La nuova Fca nasce con un consiglio composto da 11 membri, in cui non ci sara' Luca Cordero di Montezemolo. Presto, gia' a ottobre, il cda dovrebbe esprimersi su una possibile ricapitalizzazione, ma, ha detto Marchionne, "io non la farei, perche' la richiesta di cassa e' assolutamente temporanea, per i prossimi 18 mesi, poi si sentiranno gli effetti del piano. Se i tassi non aumenteranno non c'e' rischio". Marchionne ha aggiunto di non volere gli incentivi ventilati dal ministro Lupi per l'acquisto di auto, perche' "drogano il mercato, invece bisogna lasciare che vada come deve andare". Tra le novita' l'ingresso nel capitale di Fiat della banca centrale cinese con il 2%, dimostrazione, ha detto Elkann, di come "Fiat e' in grado di attrarre investitori istituzionali da tutto il mondo". Con la nascita di Fca, Fiat dara' l'addio non solo alla sede a Torino, ma anche alla quotazione in Piazza Affari, sostituita da quella a Wall Street. Marchionne ha gelato nuovamente i piccoli azionisti che chiedevano voli charter pagati per assistere alle prossime assemblee Fca ad Amsterdam: "potrete vederle in streaming sul sito - ha detto - ma senza poter votare". E a un noto 'disturbatore' ha risposto: "Visto che ha solo un'azione, a lei i 7,7 euro del recesso glieli pagherei volentieri io". La Borsa non ha premiato pero' Fiat che ha registrato, nel giorno dell'assemblea un -1,86% a 7,11 euro per azione. Qualche delusione anche dal mercato: mentre a luglio a livello nazionale le immatricolazioni auto sono cresciute del 5.02%, quelle Fiat sono calate dell'1,44% con la quota di mercato che si e' attestata al 27,29%.

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