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Economia

Mentre va avanti il il braccio di ferro su Chrysler tra Fiat e la Veba, il fondo pensionistico del sindacato americano Uaw che detiene il 41,5% del gruppo, Fitch mette in guardia Marchionne su un possibile declassamento. "Se Fiat dovesse pagare piu' di 5 miliardi di dollari per acquisire la quota restante di Chrysler che ancora non possiede, questo potrebbe avere un impatto negativo sul rating della societa' se la cifra fosse finanziata solo attraverso debito".

Secondo gli analisti "lo scenario piu' sfavorevole" per Fiat. L'agenzia ritiene invece che se la cifra restera' sotto i 2,5 miliardi di euro all'incirca, "l'effetto negativo risultante da un aumento del debito sara' gestibile" a livello di rating. Nella sua analisi, dal titolo 'La proposta di acquisto di Chrysler da parte di Fiat: l'analisi di scenario evidenzia i rischi per il profilo finanziario', Fitch spiega che "la nostra opinione si fonda sul presupposto che Fiat riuscira' a fondersi con Chrysler e poi a rifinanziare il debito di Chrysler, il che rappresenta una precondizione per accedere interamente al suo cash. Alla fine i rating di Fiat rifletteranno la capacita' del gruppo, o la sua incapacita', di accedere al cash e al cash flow di Chrysler senza restrizioni". Lo scenario alternativo di una Ipo di Chrysler, aggiunge l'agenzia, "potrebbe portare a un declassamento del rating in quanto potrebbe complicare nel suo complesso la corporate governance del gruppo e la sua gestione, in particolare a causa di una struttura di azionariato frammentata, e allungare il processo di rifinanziamento del debito di Chrysler". Tuttavia, prosegue Fitch, riteniamo che un'Ipo si possa ancora evitare e che si possa trovare un accordo con l'altro azionista di Chrysler, il fondo Veba".

Intanto Marchionne esprime il suo giudizio sulle vicende politiche delle ultime ore. "Sono felicissimo per quello che e' successo ieri: e' importantissimo dare al paese un senso di stabilita' di cui ha assolutamente bisogno", ha detto a margine della cerimonia di consegna di un premio a L'Aquila, riferendosi alla fiducia al governo Letta. "Sono estremamente contento che si sia arrivati a questa soluzione - ha aggiunto l'ad di Fiat - il Paese ha finalmente la possibilita' di andare avanti e di gestire il futuro in maniera razionale".

Alla domanda dei giornalisti che chiedevano se ci saranno interventi dell'azienda anche su Cassino, l'ad di Fiat ha risposto: "Questo lo vedremo al momento giusto, se ne parlera'". Avviare "nuove produzioni nei nostri stabilimenti italiani, destinate a servire i mercati di tutto il mondo" e' un "atto di coraggio contro il declino e un gesto di fiducia verso il futuro", ha aggiunto il manager spiegando che "sfruttare il nostro patrimonio storico dei nostri marchi premium" "ci permettera' di contrastare gli effetti del crollo della domanda di auto in Europa che e' ai livelli piu' bassi degli ultimi decenni".

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