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Economia
Marchionne non incanta la Borsa. Piazza Affari boccia il piano FCA

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Sarà che le vendite europee di Fiat si prevedono in stallo per i prossimi 5 anni. O perché gli obiettivi sono fin troppo ambiziosi. Sarà perché sono previsti investimenti per 55 miliardi ma nessun aumento di capitale. Fatto sta che il piano industriale 2014-2018 di Fca non ha entusiasmato i mercati. E se ieri il calo si era fermato all'1,17%, oggi il Lingotto chiude con una perdita dell'11,69%.

Eppure il progetto di Marchionne, il nono da quando è alla guida del gruppo, è pieno di buoni numeri e buone intenzioni. Gli stessi manifestati nei piani industriali precedenti e rivelatisi inarrivabili. I nuovi modelli ci sono: otto per il marchio Fiat e altrettanti per il rilancio dell'Alfa. Non è la prima volta che si sbandierano novità, salvo poi realizzarne circa la metà (33 su 64).

Il baricentro del mercato è già, da tempo, lontano dall'Italia. Le vendite globali di Fiat dovrebbero salire da 1,5 a 1,9 milioni di auto nei prossimi 5 anni. Con una piccola complicazione. In Europa, il mercato di casa, al momento quello meno remunerativo ma più sicuro, le immatricolazioni sono in stallo: 700 mila sono e 700 mila resteranno da qui al 2018. Si confida che il (piccolo) progresso arrivi dai mercati asiatico e russo.

fiat
 

Arriverà la nuova Panda nel 2018 nei Paesi Emea. Oltre alla 500X in uscita alla fine dell'anno, nel 2015 arriveranno una berlina compatta e un "specialty". Nel 2016, sempre nell'area Europa, Medio Oriente e Africa, sono previste una compatta hatch, una compatta station wagon ed una vettura del segmento B.

Altri otto modelli per rilanciare il marchio Alfa Romeo. Anche in questo caso il traguardo è quantomeno ambiziosi: il target di vendita è di 400 mila unità. Oggi il macchio vende 74 mila vetture. L'obiettivo, come afferamto dal responsabile del brand Herald Wester, è competere nella categoria "premium" con le tedesche. Al momento una sfida impari. Nel quarto trimestre del 2014 è prevista l'uscita di una nuovo Alfa nel segmento medio mentre tra il 2016 e il 2018 saranno coperte tutte le gamme dalla sub-compatta alle "specialty". Per farlo, Marchionne mette sul piatto cinque miliardi. Ma, anche in questo caso, nessun cenno a un aumento di capitale. Si punta tutti sulle performance di mercato. Per rispettare la tabella di marcia, la crescita dovrebbe essere impetuosa.

Il brand Chrysler, complice le prospettive del mercato Usa, punta al raddoppio dei volumi di vendita entro il 2018. Il target è di 800 mila unità entro la fine del piano. L'altro progresso monstre è atteso da Jeep. Il marchio punta a toccare 1,9 milioni di vendite entro il 2018, ponendosi su un livello di parità con il marchio Fiat. Per farlo dovrà progredire del 160% rispetto alle 732 mila vetture immatricolate nel 2013. Tra nuovi modelli e restyling sono previste quattro novita' a partire dal 2016.

jeep
 

Le risorse per il paino non arriverano dagli azionisti. E neppure dalla monetizzazione del'argenteria di famiglia. Marchionne ha ribadito che Ferrari non è in vendita. L'altra grande scommessa è Maserati. Se per il Cavallino rampante Fca prevede di "controllare" le vendite non oltre le 7 mila unità, per il Tridente spera di passare dalle attuali 15.400 alle 75 mila. Marchionne ha assicurato che "nessun lavoratore sarà mandato a casa". Ma il destino degli stabilimenti italiani dipende da questi obiettivi.

maserati
 
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