
Bilancio fortemente negativo per il titolo Finmeccanica nonostante la conferma della nomina del direttore generale Alessandro Pansa (nella foto) a nuovo amministratore delegato in sostituzione dell’ex presidente e amministratore delegato, Giuseppe Orsi. Manager arrestato due giorni fa dalla Procura di Busto Arsizio nell’ambito delle indagini sulle su presunte tangenti pagate dalla controllata AgustaWestland per ottenere una commessa di elicotteri militari dall’India. E dire che Pansa è un manager stimato dal mercato.
Come mai? A pesare sul titolo sono stati i timori di un rallentamento sia delle dismissioni, che peraltro secondo gli analisti di Banca Akros potrebbero riprendere slancio a medio termine proprio grazie alla nomina di Pansa, sia soprattutto dei nuovi ordini, che nell’ultimo biennio si sono già dimezzati (a fine settembre pari a 10,652 miliardi di euro contro i 22,453 miliardi di fine 2010) per effetto del rallentamento della crescita mondiale e del taglio dei budget alla Difesa da parte di molti Stati.
A rischio, oltre alla commessa indiana del 2010 da 750 milioni di dollari (oltre 550 milioni) per 12 elicotteri Aw101 su cui Nuova Delhi ha avvitato la procedura di cancellazione, potrebbero essere secondo alcuni anche gli appalti del gruppo con il ministero della Difesa italiana. In particolare nei confronti di Finmeccanica potrebbe scattare come sanzione interdittiva il divieto a stipulare contratti con la pubblica amministrazione, una misura che in qualche modo si ritorcerebbe contro il suo principale azionista, il Ministero dell’Economia italiano (col 30,2%), e che potrebbe ulteriormente pesare sul fronte degli ordini e dei ricavi considerato che a fine 2011 facevano riferimento all’Italia ordini per 3,090 miliardi di euro.
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Non solo: sempre secondo gli esperti di Banca Akros il gruppo potrebbe rischiare sanzioni (multe) anche negli Stati Uniti (il più importante mercato servito, con ordini a fine 2011 pari a 4,121 miliardi), dato che secondo la Foreign corrupt practices act (Fcpa) in vigore negli Usa sulla controllata Drs Technologies (acquisita da Finmeccanica nel 2008 per 5,2 miliardi di dollari) potrebbero scattare indagini penali capaci di generare una soluzione “soft” in forma transattiva, una strada scelta già nel 2010 dalla britannica Bae System, accusata di aver passato bustarelle sottobanco per anni in Arabia Saudita per poter vendere i propri prodotti (in particolare i caccia Eurofighter) e per questo multata per 400 milioni di dollari negli Usa (e per 30 milioni di sterline in Gran Bretagna).
Nel frattempo la società, il cui debito finanziario netto alla fine dei primi nove mesi del 2012 era salito a 4,853 miliardi di euro a fronte di un patrimonio netto di 4,689 miliardi, dovrà cercare di non perdere terreno nei confronti dei concorrenti diretti americani, inglesi e francesi, gestendo al meglio il danno reputazionale che le indagini in cui sono incappati molti dei suoi ex top manager in questi ultimi due anni hanno finito col generare. Così gli analisti sembrano intenzionati a rivedere al ribasso le stime sui risultati dei prossimi trimestri e gli investitori escono dal titolo, in attesa che la tempesta si calmi.
